mercoledì , 21 novembre 2018
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Danimarca: sequestro dei beni per i richiedenti asilo

In Danimarca, a far discutere nelle ultime settimane è una nuova proposta di legge in tema di immigrazione. Il governo conservatore di Lars Løkke Rasmussen ha avanzato l’idea di supportare il welfare danese attraverso una sorta di espropri dei beni di valore dei richiedenti asilo. Non è la prima volta che il Paese scandinavo fa parlare di sé in quanto a scelte discutibili. A settembre il Ministero per l’Immigrazione e l’Integrazione aveva pubblicato su quattro giornali libanesi inserzioni in inglese e arabo per disincentivare i richiedenti asilo a scegliere la Danimarca come meta del loro viaggio.

La coalizione conservatrice

Lo scorso giugno la coalizione conservatrice capeggiata da Lars Løkke Rasmussen (composta da Venstre, dal Partito Danese del Popolo-DF e dall’Alleanza Liberali e Conservatori) è uscita vincitrice dalle elezioni politiche. A trionfare è stato soprattutto il partito ultra-nazionalista DF, contrario a qualsiasi apertura sulla questione immigrazione. Che questo tema sarebbe divenuto l’ago della bilancia non solo delle elezioni ma di tutto il mandato si era capito fin dalla campagna elettorale. La propaganda xenofoba aveva comunque fatto presa sugli elettori, tanto da portare il DF al 21% dei consensi.

La proposta di legge

Il 10 dicembre è approdata al Folketing la proposta di legge per la confisca di beni materiali di valore, ad esempio i gioielli, di richiedenti asilo o di immigrati privi di permesso di soggiorno. L’iniziativa è stata paragonata da alcuni ai metodi utilizzati dai nazisti, con le SS che sequestravano ai deportati oro e denaro. Il Ministro per l’Integrazione Inger Stoejberg ha spiegato che gli agenti di polizia saranno autorizzati a perquisire valigie e vestiti dei migranti in arrivo in Danimarca. Tali controlli sarebbero in primis legati a motivi di sicurezza e, in secondo luogo, a sequestrarne eventuali beni di valore e denaro: questi beni sarebbero destinati a coprire almeno parzialmente le spese per il sostentamento dei richiedenti asilo.

L’obiettivo ultimo è quello di mettere gli immigrati alla pari dei disoccupati danesi ai quali, per accedere agli aiuti statali, è chiesta la dismissione di beni superiori ai 1300 euro. Secondo questa visione non si tratterebbe quindi di confisca, ma piuttosto di un contributo per le casse statali. Stoejberg ha inoltre specificato che gli ufficiali avranno il divieto di prelevare beni affettivi (come ad esempio fedi nuziali) o necessari al mantenimento di uno standard di vita dignitoso (come orologi e telefoni cellulari).

Disincentivi all’immigrazione

Le politiche migratorie del governo danese sembrano destinate ad una vera e propria corsa al disincentivo. La stretta sui sussidi sociali ha portato nei mesi scorsi alla riduzione del 50% dei fondi destinati ai rifugiati. Il Paese sembra fare di tutto per scoraggiare gli immigrati a varcare i suoi confini, ricordando loro quanto sia difficile ottenere il permesso di soggiorno e che, in ogni caso, per rimanere dovranno necessariamente imparare la lingua. In ultimo il Partito Danese del Popolo ha recentemente chiesto un ulteriore inasprimento delle politiche migratorie e, se necessario, l’attivazione di procedure volte a portare il Paese fuori dall’Area Schengen.

La legge per la confisca dei beni approderà in Parlamento tra gennaio e febbraio 2016. La proposta, come prevedibile, ha già scatenato dure critiche, ma anche consensi. Tra questi, quello del leader della Lega Nord Matteo Salvini che sui social network ha espresso il suo sostegno alla Danimarca.

In ogni caso, la legge sembra destinata ad avere un effetto limitato. I dati appena forniti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni mettono in luce una situazione drammatica: più di un milione le persone giunte in Europa nel 2015 e quasi 3700 le morti legate ai viaggi della speranza attraverso il Mediterraneo. Difficilmente persone disperatamente in fuga da guerre e persecuzione verranno bloccate da queste politiche, anche se talmente restrittive da poter essere considerate al limite del disumano.

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L' Autore - Jennifer Murphy

Studentessa trentina laureata in Studi Internazionali e prossimamente in Gestione del territorio e dell’ambiente presso l’Università degli Studi di Trento. La mia tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori della mia Regione mi ha ulteriormente avvicinata all’UE e al modo attraverso il quale raccontarla. Mi piace osservare il mondo per capirlo ed interpretarlo al meglio.

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