giovedì , 13 dicembre 2018
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Visti: entrare in Europa sarà più facile

Dopo il periodo più buio della crisi economica che ha colpito il nostro continente negli ultimi anni, l’Unione Europea sta cercando di rilanciare la propria economia e lo fa partendo proprio da uno dei suoi storici punti di forza: la mobilità. Lo scorso 1° aprile, la Commissione Europea ha infatti adottato un pacchetto finalizzato alla semplificazione delle procedure del rilascio dei visti per le persone provenienti da Paesi terzi.

L’esigenza nasce da un dato eloquente: nel 2012 sono stati circa 6 milioni i potenziali viaggiatori che hanno perso l’opportunità di entrare in Europa, a causa della complessità delle procedure per il rilascio del visto. Invece, con una normativa più flessibile in materia, gli ingressi nello Spazio Schengen aumenterebbero fra il 30% e il 60%, comportando un introito diretto di circa 130 miliardi di euro e la creazione, nel settore del turismo, di nuovi posti di lavoro fino a 1,3 milioni.

Il pacchetto prevede dunque procedure per la presentazione e il rilascio del visto più snelle, chiare e veloci. Ad esempio, i termini per il trattamento e l’esito della domanda – che potrà essere presentata sin da 6 mesi prima della prevista partenza – sono stati ridotti da 15 a 10 giorni e non sarà più obbligatorio stipulare un’assicurazione sanitaria per il viaggio.

Buone notizie anche per i viaggiatori abituali che, seguendo determinati criteri, potranno ottenere un visto per ingressi multipli della durata di 3 anni e successivamente di 5. Il tutto, grazie al Sistema d’informazione visti (VIS), che, una volta ultimato nel 2015, consentirà ai consolati dei vari Stati membri di consultare i dossier relativi alle procedure di richiesta di visto avanzate in precedenza da ogni viaggiatore.

Anche i consolati ricopriranno un ruolo chiave in questo nuovo sistema. Infatti, se nel proprio Stato non è presente la rappresentanza consolare dello Paese europeo per il quale si intende presentare la domanda di visto, sarà possibile fare richiesta per lo stesso presso gli uffici di un qualsiasi consolato di un altro Stato membro presente nel territorio del Paese terzo.

Infine, verrà introdotto il nuovo “visto di circolazione”, che consentirà di entrare e soggiornare nello Spazio Schengen per un anno, con proroga massima per due anni. Unico obbligo: non rimanere per più di 90 giorni sul territorio di uno stesso Stato membro su un periodo di 180 giorni.

“L’Europa ha bisogno di una politica dei visti più intelligente. Abbiamo bisogno di attrarre nel nostro territorio più turisti, gente d’affari, ricercatori, studenti, artisti e professionisti della cultura. Intendiamo ora rilanciare l’economia e creare nuovi posti di lavoro enfatizzando la dimensione economica della nostra politica in materia di visti, pur mantenendo un livello elevato di sicurezza alle frontiere esterne.”. Così ha dichiarato il Commissario per gli Affari Interni Cecilia Malmstrom, in occasione della presentazione del “pacchetto visti” composto da una relazione sull’attuazione della normativa dei visti da parte degli Stati membri, una sintesi delle statistiche in materia, una proposta di regolamento che modifica l’attuale codice dei visti e una proposta di regolamento per l’introduzione del nuovo visto di circolazione.

Le prossime tappe prevedono l’approvazione delle due proposte di regolamento da parte del nuovo Parlamento Europeo e del Consiglio nel 2015. L’obiettivo di queste misure è quello di attrarre persone, idee e investimenti in un’Europa ormai ferma da un po’. Più viaggiatori pronti a girare per il nostro splendido territorio significano crescita economica e occupazionale, oltreché arricchimento culturale e sociale. In vista dell’Expo 2015, questo nuovo pacchetto potrebbe davvero costituire un elemento fondamentale per attrarre persone dall’estero, consentendo il rilancio dell’intero continente.

In foto il confine finlandese, che segnala l’ingresso nello Spazio Schengen (Foto: Wikimedia Commons)

 

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L' Autore - Francesca De Santis

Laureata in Studi Europei presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho vissuto per sei mesi a Bruxelles nel quadro del progetto Erasmus. Questa esperienza è stata molto significativa ed ha alimentato ancora di più la mia passione per le questioni europee. Il mio percorso professionale si snoda nel campo della comunicazione: ho fatto diversi stage in Uffici Stampa, in particolare in quello della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Mi piace pensare all’Europa come opportunità per costruire una società più giusta per tutti. Sono molto felice di essere parte di questo meraviglioso progetto chiamato Europae.

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