mercoledì , 20 giugno 2018
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Antonio Guterres, nuovo Segretario Generale ONU
© Photo Unit UNHCR - Flickr

ONU, il portoghese Guterres nuovo segretario generale

Allo stesso tempo indipendente dagli Stati nazionali e rappresentante di un’organizzazione di cui costituiscono le unità fondamentali, il Segretario Generale dell’ONU si trova a svolgere il lavoro “più impossibile del mondo”, come fu definito dal primo a svolgerlo, Trygve Lie, nel momento di passare le consegne al suo successore nel 1953: “Welcome, Dag Hammarskjöld, to the most impossible job on this earth”.

Dal 1 gennaio 2017 a ricoprire la carica più elevata e controversa della scena politica mondiale sarà l’ex Alto Commissario per i Rifugiati, António Manuel de Oliveira Guterres.

La trasformazione politica: dall’associazionismo cattolico al socialismo

Primo ministro portoghese dal 1995 al 2002, Guterres è ingegnere elettronico di formazione e politico di vocazione. Compare sulla scena politica del Portogallo dopo la rivoluzione del 25 aprile 1974 che portò al caduta del regime dittatoriale. Attivo in associazioni cattoliche sin da giovanissimo, fu volontario nell’assistenza alle vittime delle inondazioni che devastarono Lisbona nel 1967, esperienza che riporta averlo segnato profondamente e aver rafforzato la sua coscienza sociale. Da universitario frequentò il gruppo di riflessione cattolica Grupo da Luz, politicamente alla destra dei cattolici progressisti, in cui era attivo anche l’attuale Presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa.

Poco poteva far presagire, dunque,un’adesione ad un partito di sinistra, ma fu quello che successe nel post rivoluzione, quando entrò nel Partito Socialista e si dedicò a tempo pieno alla carriera politica.

Dalla politica nazionale all’ONU

L’immagine che nel Paese restò dei suoi governi non è la più favorevole: uomo di grande intelligenza e integrità morale, viene però criticato per mancanza di risolutezza decisionale. Gli slogan della sua campagna erano “ragionare con cuore”, il dialogo come metodo di governo. Il problema spesso sottolineato è che questo da mezzo si trasformò in fine, un dialogo e confronto continuo con poche decisioni raggiunte.

Guterres presentò le proprie dimissioni da primo ministro dopo la sconfitta del suo partito alle elezioni amministrative del 2001, motivo da molti interpretato come pretesto per districarsi da una situazione ormai di difficile gestione. Uscito definitivamente dalla scena politica nazionale continuò a mantenere l’incarico di presidente dell’Internazionale Socialista sino al 2005, quando venne eletto Alto Commissario ONU per i Rifugiati, carica mantenuta nei dieci anni successivi.

Convinto europeista e negoziatore molto apprezzato sulla scena europea dagli anni del suo governo, Guterres rifiutò a malincuore una candidatura a presidente della Commissione Europea nel 1999 per ragioni di politica interna. Le sue capacità di ottimo comunicatore si rivelarono decisive nell’elezione a Alto Commissario per i Rifugiati; i contatti, la fiducia e la fama raggiunti in quella posizione lo hanno ora portato alla carica più alta dell’ONU.

Il nuovo segretario: una figura neutra?

La sua designazione è stata favorita non solo dal suo biglietto di presentazione diplomatico ma anche dalla sua carta d’identità. Paese relativamente piccolo ma con forti legami extra-europei derivanti da una pervasiva presenza coloniale durata oltre 500 anni, il Portogallo è uno Stato neutro dal punto di vista diplomatico. Le sue posizioni sono spesso in linea con quelle ufficialmente dichiarate dall’Unione Europea e non presenta particolari rivendicazioni che possano disturbare l’immagine super partes di un suo rappresentante. Le dimensioni e la  posizione, liminale in Europa e proiettata verso (l’Oltre)Oceano, lo rendono patria ideale per chi voglia affacciarsi con discrezione sulla scena internazionale.

Guterres, che da Alto Commissario si è trovato ad affrontare la più grave crisi di rifugiati dalla seconda guerra mondiale, dovrà ora misurarsi con l’intera e tragica dimensione della guerra in Siria. Kofi Annan, Segretario Generale dal 1997 al 2006, disse che il SG ha spesso il mandato per intervenire direttamente nella politica internazionale ma non le risorse per farlo. L’autorità morale del Segretario Generale è infatti raramente accompagnata dall’effettività della sua azione specialmente se non conforme agli interessi degli stati più influenti.

La scelta senza contenziosi di Guterres come nuovo SG può essere indice di speranza sulla capacità di questa figura di unire e risolvere controversie fra i diversi interessi nazionali. Rimane però anche il timore che sia stato nominato un portavoce con un alto profilo diplomatico e umanitario ma che non turbi troppo i giochi di potere fra gli Stati membri.

L' Autore - Francesca Capoluongo

Curiosa del mondo e dei suoi abitanti, dedico il mio tempo a comprenderne dinamiche ed emozioni. Amo conoscere lingue straniere, il teatro e camminare. Dopo una doppia laurea italo-tedesca, il Master in European and International Studies dell’Università di Trento mi ha portata a studiare in Turchia, paese a cui sono dedicate le mie attuali attenzioni di ricerca.

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