martedì , 18 dicembre 2018
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A Parigi la vera Europa, unita contro il terrorismo

Il quotidiano Le Monde definisce quella di Parigi una marcia storica, in prima pagina sulla propria edizione online. Un corteo impressionante, commentano i giornalisti di France 24 in diretta. Verso sera, Le Monde parla di 1,5 milioni di persone, e le foto scattate dall’alto mostrano in effetti le vie del corteo e la stessa Place de la République ricolme di persone. Intorno alle 19, Associated Press cita fonti francesi secondo cui la marcia della Repubblica è stata la più grande manifestazione nella storia francese, paragonabile alle celebrazioni per la liberazione della città dall’esercito tedesco nel 1944. A Londra intanto, due enormi bandiere francesi venivano proiettate sulla National Gallery a Trafalgar Square, dove centinaia di persone si sono radunate per esprimere la propria solidarietà con i manifestanti di Parigi.

I leader europei. I leader non sono stati in testa al corteo, dove per volontà degli organizzatori si trovavano le famiglie delle vittime dell’attentato di giovedì con la redazione di Charlie Hebdo, ma subito dietro. In prima fila il Presidente della Repubblica francese François Hollande, accanto sulla destra Angela Merkel, Matteo Renzi, e ancora Mariano Rajoy, Donald Tusk, Jean – Claude Juncker, David Cameron, Federica Mogherini, Martin Schulz. Le fotografie sembrano quelle di un Consiglio Europeo, ci sono capi di Stato e di governo da quasi tutti e 28 i paesi dell’Unione, oltre ai rappresentanti delle istituzioni europee. La foto di Hollande e Merkel abbracciati, lei con gli occhi chiusi, diffusa ieri mattina, diventerà uno dei simboli di questa rinnovata unità europea. Alcuni giornali l’hanno infatti paragonata alle mani congiunte di Mitterand e Khol a Verdun, in ricordo delle vittime della Prima guerra mondiale. Di fronte all’attacco terroristico contro Charlie Hebdo l’Europa risponde compatta e unita: per una volta appare forte, nell’affermare che nessun atto di violenza potrà mai compromettere un valore fondamentale come la libertà di espressione. I parigini affacciati sulle vie del corteo hanno applaudito e salutato i leader, senza scorte e auto di servizio, ma a piedi per le vie del centro come gli altri manifestanti.

I leader mondiali. In totale, inclusi quelli europei, sono oltre 50 i capi di Stato e governo che hanno partecipato alla marcia della Repubblica. Hanno sfilato il Ministro della Giustizia americano – ci sono state polemiche per la mancata partecipazione di un esponente più in vista dell’amministrazione Obama – il re di Giordania e la regina Rania, il Presidente ucraino Poroshenko, sei presidenti africani e rappresentanti del mondo arabo, come il Primo Ministro tunisino e il Ministro degli Esteri egiziano. Soprattutto, c’erano il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahou e il Presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che hanno camminato vicino, nonostante le profonde divisioni tra i due. Sui social media però è stata contestata la partecipazioni di alcuni leader, definita ipocrita perché in contrasto con le politiche di repressione portate avanti nei loro Paesi. Un esempio è il Ministro degli Esteri russo, Lavrov, ma non solo: lo studente della London School of Economics Daniel Wickman ha segnalato dal suo account Twitter oltre 21 partecipanti alla marcia noti per aver attuato misure di limitazione della libertà di opinione, attraverso l’incarcerazione dei giornalisti e la censura. Wickman ha segnalato anche David Cameron, che nel 2013 ha imposto al quotidiano “The Guardian” la distruzione fisica dei computer su cui si trovavano i documenti lasciati trapelare da Edward Snowden.

I cartelli del comune: sui tabelloni informativi del comune di Parigi, che di solito riportano notizie su eventi e altre informazioni, è comparso questo testo:

Io sono un poliziotto

Io sono un ebreo

Io sono un musulmano

Io sono un cristiano

Io sono un ateo

Io sono un francese

Io sono un cittadino del mondo

Io sono Charlie (Je suis Charlie)

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L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

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