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Photo © Jannis Andrija Schnitzer, 2010, www.flickr.com

Agenda per lo Sviluppo Sostenibile: l’impegno UE

Il 2015, Anno Europeo dello Sviluppo, rappresenta il culmine di tutti i dialoghi, conferenze e meeting per la ridefinizione delle politiche di sviluppo globali, con un occhio più attento alla sostenibilità. È inoltre l’ultimo anno possibile per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM).

L’UE, il principale donatore di aiuti pubblici allo sviluppo, ha avuto un ruolo di spicco nel perseguimento degli OSM, supportando circa 60 Paesi nello sviluppo di politiche agricole sostenibili e nella promozione della sicurezza alimentare, determinanti per l’eliminazione della povertà. Lo ha fatto inoltre collaborando con l’UNICEF e l’UNESCO per assicurare a tutti i bambini l’istruzione primaria e lavorando a stretto contatto con i Paesi partner per il miglioramento del settore sanitario, al fine di ridurre la mortalità infantile e combattere le malattie endemiche. Questi sforzi non sono pero’ sufficienti. La strada da percorrere per l’eliminazione della povertà e la partecipazione di tutti allo sviluppo mondiale è ancora lunga.

La 70^ Assemblea Generale

Per questo i capi di Stato e di Governo dei Paesi membri delle Nazioni Unite, riunitisi a New York per la 70^ Assemblea Generale, hanno adottato la nuova Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, contenente 17 obiettivi  e 169 target da raggiungere entro il 2030.

Si tratta di un’Agenda ben più ambiziosa rispetto alla Dichiarazione del Millennio, con una visione più globale e universale. Essa prospetta il superamento del binomio Donatori-Beneficiari. Tutti, infatti, sono chiamati ad attuare, ad ogni livello di governance, gli obiettivi preposti, con lo scopo di eliminare la povertà e promuovere il benessere di tutti nel rispetto dell’ambiente. Ban Ki-Moon nel suo discorso per l’adozione dell’Agenda post-2015 ha dichiarato che occorre ridefinire la cooperazione tra gli Stati, fondandola su un nuovo partenariato che vada oltre i confini e gli interessi nazionali e che ponga al centro la solidarietà e l’interesse comune.

Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS)

Fin dal principio delle discussioni sui nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS), l’UE ha avuto un ruolo decisivo nella loro formulazione. La sostenibilità e il sostegno allo sviluppo dei Paesi terzi rappresentano due importanti elementi per le iniziative UE. Si lavora ad esempio per la messa in atto di una nuova strategia per un’economia circolare, con modelli di produzione e consumo più sostenibili, complementare alla già nota Europa2020. Numerose sono state poi le comunicazioni e le politiche che hanno definito la posizione europea nella lotta all’eliminazione della povertà e alla promozione della sostenibilità.

Ultima in ordine di tempo è la Comunicazione “Un partenariato Mondiale per l’eliminazione della Povertà e lo sviluppo sostenibile dopo il 2015” nella quale la Commissione Europea definiva la sua visione dell’Agenda post 2015, la quale doveva avere un carattere globale e universale e includere le “tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: quella sociale, quella economica e quelle ambientale”. Caratteristiche che l’Agenda 2030 ha accolto pienamente.

La partecipazione UE

Gli OSS rappresentano per i leader mondiali “un’opportunità unica per ridefinire e consolidare il modo in cui la comunità mondiale lavora insieme” (COM (2015) 44 finale). Il vice presidente della Commissione Europea, Timmermans, responsabile per lo sviluppo sostenibile e capo della delegazione UE a New York, insieme al Commissario per la Cooperazione allo Sviluppo Neven Mimica e all’Alto Rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, ha dichiarato che l’UE s’impegnerà nuovamente nell’attuazione dell’Agenda, che costituirà il principale punto di riferimento per le nuove politiche di sviluppo europee.

La Mogherini ha inoltre aggiunto che l’attuazione dell’Agenda sarà una componente essenziale nel contrasto alle cause della crisi migratoria che l’Europa sta affrontando. L’Agenda include anche l’Agenda for Action delle Nazioni Unite adottata ad Addis Abeba nel luglio scorso, strumento finanziario per il raggiungimento degli OSS. A tal proposito il Commissario alla Cooperazione Internazionale Neven Mimica ha riaffermato l’impegno dell’UE e dei suoi membri a destinare all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo lo 0,7% del PIL oltre a porre l’accento sul ruolo del settore privato come “motore dello sviluppo” e l’importanza di canalizzare gli investimenti verso settori chiave per lo sviluppo al fine di realizzare gli obiettiva della nuova Agenda post-2015.

Le sensazioni

Ciò che emerso da questo nuovo programma da un lato è l’entusiasmo, la coralità, la volontà di costituire una nuova partnership globale al fine di rendere tutti partecipi dello sviluppo e del benessere del pianeta. Dall’altro è la grande ambizione. Secondo alcune stime, infatti, per il raggiungimento degli OSS ci vorrà almeno 1 miliardo di Euro di investimenti privati all’anno, obiettivo ad oggi difficilmente raggiungibile.

Una dose di ottimismo è pero’ necessaria. Del resto, dato il carattere universale degli OSS, il loro raggiungimento sarebbe una vittoria per tutti, il non raggiungimento una sconfitta globale.

L' Autore - Stefania Carbone

Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Siena ed ho ottenuto il Master in European Interdisciplinary Studies al Collège d’Europe-Natolin Campus con una tesi sull’esternalizzazione delle politiche europee in materia di asilo. Sono appassionata di relazioni internazionali e diritti umani.

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