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Come l’attacco a Charlie Hebdo ha cambiato la politica francese

A distanza di venti giorni dagli eventi terroristici che hanno scosso la Francia, il panorama politico francese è cambiato sensibilmente. François Hollande ha saputo proporsi come leader della nazione in lutto, facendole elegantemente rialzare la testa. Il Presidente ha raccolto i frutti di una condotta giudicata esemplare: da mesi alle prese con un apprezzamento ai mini storici, in un mese ha guadagnato oltre venti punti, balzando dal 19% al 40% di popolarità.

La reazione del governo in generale è stata accolta positivamente dai francesi. I discorsi solenni tenuti dal Presidente della Repubblica, profondamente  commosso, hanno colto nel segno e unito il Paese. La “Marcia Repubblicana” organizzata da Hollande a Parigi è stata un evento storico evento di grande partecipazione popolare.

Manuel Valls tra antiterrorismo e integrazione

Allo stesso tempo, Parigi ha elevato al massimo il livello di allerta, dispiegando circa 8.500 militari nelle strade nell’ambito del piano di sicurezza “Vigipirate”. Il clima che si vive in questi giorni in Francia resta di massimo allarme. Gran parte delle redazioni dei media sono sotto la protezione di uomini delle forze di sicurezza. Le misure a tutela dei luoghi religiosi sono state aumentate. Inoltre, il governo ha annunciato il varo di un piano antiterrorismo da 425 milioni di euro, utilizzati per aumentare personale e mezzi per far fronte alla minaccia. Nei prossimi tre anni, Parigi assumerà inoltre circa 2.680 nuove unità da impiegare nelle agenzie e nei dipartimenti impegnati nella lotta al terrorismo.

Il premier Manuel Valls ha evidenziato come le giovani generazioni debbano imparare a convivere con la minaccia del terrorismo. Lo stesso primo ministro si era espresso qualche giorno prima sulla priorità di lottare contro ogni forma di ghettizzazione nelle città: un problema che tocca sensibilmente gran parte dei centri urbani francesi. Valls non ha esitato a usare il termine “apartheid” per descrivere il clima che si vive in alcune periferie. Per questo sarà istituito un comitato speciale per affrontare il problema delle diseguaglianze tra i quartieri delle città.

Il protagonismo di Sarkozy e l’opportunismo di Marine Le Pen

Gli altri protagonisti della politica francese hanno metabolizzato diversamente gli stessi eventi. Il presidente dell’UMP, l’ex inquilino dell’Eliseo Nicolas Sarkozy, ha aderito al clima di unità nazionale dimostrando però di cercare, con troppa insistenza, la luce dei riflettori. Nel corso della Marcia Repubblicana, poco prima della foto simbolica dei leader accorsi a Parigi, ha ignorato il protocollo cerimoniale per scalare posizioni e ottenere a suon di gomitate un posto nella prima fila. L’atteggiamento di cui ha fatto mostra è stato giudicato inappropriato dai principali giornali nazionali e preso in giro da una serie di fotomontaggi satirici.

L’altro protagonista di queste settimane è stato il Front National. Il partito di Marine Le Pen non è ancora uscito dalla serie di scivoloni e si è mostrato portatore di messaggi populisti, caratterizzati da pericolosi amalgami fra mondo musulmano e terrorismo. Le Pen ha usato gli attacchi terroristici nella capitale per rilanciare la propria retorica populista, criticata dal resto dei partiti.

Negli ultimi giorni è al centro delle critiche un video del suo consigliere personale, l’eurodeputato Aymeric Chauprade, con contenuti considerati diffamatori e assimilabili a istigazione all’odio razziale. In una frase paragona il carattere pacifico dei musulmani con quello dei tedeschi degli anni ‘30 prima dell’avvento del nazismo. Il video è stato retwittato dalla stessa giovane Marion Le Pen, nonostante le alte cariche del partito ne avessero vietato la diffusione. In seguito a questi eventi Chauprade è stato deposto dalla carica di capo della delegazione parlamentare del Front National.

Dall’emergenza alle riforme

Di fronte agli avvenimenti di Parigi, la Francia ha saputo rispondere con una forte unità nazionale. I dibattiti sulla libertà di espressione si susseguono e la Repubblica si è mossa dal basso, dimostrando al mondo che la sua forza risiede nel riconoscersi nei principi repubblicani come un’identità multicolore e non nello scontro di differenti identità. Hollande spera di mantenere il più a lungo possibile questo spirito di ritrovata unità nazionale e usarlo per far avanzare le riforme. Il primo e più importante banco di prova sarà la cosiddetta “legge Macron”, un complesso insieme di misure che mira a dare una sferzata liberale all’ingessata economia francese.

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L' Autore - Man Fran

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