martedì , 18 dicembre 2018
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Dombrovskis, Commissario per euro e dialogo sociale

Il lettone Valdis Dombrovskis sarà uno dei nuovi Vice Presidenti della Commissione Juncker, nonché Commissario europeo per l’Euro e il Dialogo Sociale. Prima di addentrarsi nell’analisi di questo importantissimo portafoglio, bisogna comprendere chi è Dombrovskis e quali sono stati i passi del suo cursus honorum verso la Commissione.

Dombrovskis nasce nella Repubblica Sovietica della Lettonia nel 1971 e compie un percorso accademico di tipo scientifico, laureandosi in fisica. Il crollo dell’URSS gli permette nei primi anni ’90 di compiere la sua attività di ricerca sui semiconduttori tra il suo Paese natale, gli Stati Uniti e la Germania. Con il passare degli anni, il suo nuovo interesse verso l’economia si coniuga con una seconda laurea in Ingegneria Economica e l’impiego nel 1998 nel Banca Centrale Lettone. Nel 2002, la sua vita prende una nuova svolta. Il Governatore della Banca Centrale Einars Repse decide di lasciare l’incarico per fondare il partito conservatore Nuova Era. Dombrovskis si lancia nella nuova avventura politica e, a fine anno, dopo la vittoria elettorale si ritrova Ministro delle Finanze del governo Repse.

L’obiettivo è chiaro sia per Repse che per Dombrovskis: entro un decennio entrare prima nell’Unione Europea e poi nella zona euro. Iniziano insieme una durissima battaglia contro la corruzione e l’evasione fiscale e nel giro di due anni riescono a risanare il bilancio e ottenere traguardi importanti contro l’illegalità economica e finanziaria. A seguito della vittoria del SÌ nel referendum sull’ingresso nell’Unione Europea del settembre 2003, la Lettonia entra nell’UE nel maggio del 2004. Il primo degli obiettivi è raggiunto. Tuttavia, nel frattempo, a causa di uno scontro con gli altri partiti di maggioranza, quell’anno sia Repse che Dombrovskis perdono il loro incarico di governo.

Dopo cinque anni trascorsi come parlamentare europeo lontano da Riga, Dombrovskis ottiene la fiducia del Parlamento a seguito delle dimissioni di Ivars Godmanis e nel 2009 diviene Primo Ministro della Lettonia. Durante il suo mandato riesce a centrare tutti i criteri di convergenza di Maastricht e ad assicurare l’ingresso del suo Paese nella zona euro dal 1 gennaio 2014. Tuttavia, un nuovo incidente di percorso intralcia la sua carriera politica. Si dimette da Primo Ministro a fine 2013 a seguito del crollo del tetto del supermercato di Riga nel quale morirono 54 persone.

La sua lunga esperienza nel risanamento delle finanze della Lettonia e l’impegno assunto per l’ingresso nella zona euro lo rendono agli occhi del neo Presidente della Commissione Juncker il candidato ideale ad assumere il ruolo di Commissario per l’Euro e il Dialogo Sociale. Il suo mandato sarà molto chiaro: promuovere la convergenza delle economie dei Paesi della zona euro e allo stesso tempo creare valore per tutti i cittadini – soprattutto quelli che hanno sofferto di più le fatiche del risanamento fiscale e delle riforme strutturali nei Paesi periferici dell’eurozona. Sovrintenderà tutto il ciclo della governance economica nell’ambito del Semestre Europeo. In parole povere, sarà il Commissario che nell’autunno di ogni anno metterà sotto la lente di ingrandimento i bilanci e le leggi di stabilità di tutti i Paesi della zona euro, verificando il rispetto dei parametri e suggerendo le riforme da adottare.

Sarà il mediatore perfetto tra il “poliziotto buono” Moscovici e quello “cattivo” Katainen, cercando di coniugare stabilità ed austerità con crescita e sviluppo. Un compito arduo, ma anche molto stimolante. Insomma, quando la Commissione suggerirà all’Italia di indirizzare gli sforzi verso una più serrata lotta contro l’evasione fiscale e derivarne gli introiti alla riduzione delle imposte sul lavoro per chi possiede redditi più bassi, si saprà bene di chi sarà lo zampino.

In foto, Jean-Claude Juncker e Valdis Dombrovskis © European Union 2014

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L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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