mercoledì , 20 giugno 2018
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elezioni in Polonia
Jarosław Kaczyński e Beata Szydło, alla guida di PiS © Piotr Drabik - www.flickr.com, 2013

Elezioni in Polonia: trionfano i conservatori

Le elezioni parlamentari di domenica scorsa hanno stravolto lo scenario politico polacco. Dopo otto anni di stabile governo, il partito centrista Piattaforma Civica (Platforma Obywatelska, PO) crolla al 24%, che vale 138 dei 460 seggi del Sejm, la camera bassa del Parlamento di Varsavia. I grandi vincitori sono i social-conservatori di Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwość, PiS), che con il 37,6% dei voti ottengono 235 seggi. Simili le proporzioni al Senato: dei cento seggi uninominali, 61 sono andati a PiS e 34 a PO. Per la prima volta nella Polonia post-comunista un solo partito avrà la maggioranza assoluta in entrambe le camere.

Le altre forze politiche nelle elezioni in Polonia

Oltre ai due principali partiti, solo altri tre entrano nel Sejm. Kukiz ’15, il movimento populista recentemente creato dal cantante Paweł Kukiz, che lo scorso maggio sorprese tutti arrivando terzo alle presidenziali, ottiene l’8,81% dei voti e 42 seggi. Discreto risultato anche per un’altra nuova forza politica, Nowoczesna: 7,6% e 28 seggi. La nuova forza è un partito marcatamente liberale creato lo scorso maggio dall’economista Ryszard Petru, giovane, ma di grande esperienza. Infine, resta in parlamento il Partito Popolare Polacco con il 5,13% dei voti e 16 seggi. Si tratta di un partito agrario e conservatore, che però ha fatto parte della coalizione guidata da PO.

Non superano lo sbarramento diverse liste, anche di rilievo. L’estrema destra guidata dal controverso Janusz Korwin Mikke ottiene il 4,9%. Con il 3,62% non supera la soglia neanche Razem, nuovo partito di sinistra. Il grande sconfitto è l’Alleanza Democratica di Sinistra, erede del partito comunista. Dopo il fiasco alle presidenziali di maggio, la coalizione recentemente creata con partiti minori raggiunge il 7% (per le coalizioni lo sbarramento è dell’8%). I tentativi di rinnovamento sono vani. Il ruolo di partito del popolo, in genere prerogativa della sinistra, in Polonia appartiene a PiS, mentre i post-comunisti sono visti come rappresentanti dei burocrati arricchitisi in modo disonesto durante la transizione.

Le ragioni della vittoria di PiS

In questi otto anni di governo di Piattaforma Civica la Polonia ha ottenuto risultati invidiabili in ambito economico. Tuttavia restano ancora problemi irrisolti: il salario medio polacco è un terzo di quello tedesco e l’Est del Paese resta arretrato. PO è anche visto come partito elitario e arrogante, mentre continua a pesare lo scandalo delle intercettazioni del 2014.

PiS ha condotto una campagna populista caratterizzata dall’ostilità verso le banche e le grandi aziende straniere e da promesse difficili da mantenere, come l’abbassamento delle tasse e allo stesso tempo l’aumento del salario minimo e l’introduzione di un sussidio di maternità di 120 €, oltre all’abbassamento dell’età pensionabile. Una mossa strategica è stata lasciare dietro le quinte la figura divisiva di Jarosław Kaczyński e proporre volti nuovi: il neo Presidente Andrzej Duda e Beata Szydło, che presto formerà un governo. Alcuni analisti, tuttavia, temono che questo rinnovamento sia solo di facciata e che le redini del potere resteranno nelle mani di Kaczyński.

Una nuova Ungheria?

Il rischio più grande è che avvenga una “orbanizzazione sulla Vistola”, cioè che le istituzioni vengano purgate da figure vicine a PO e che venga introdotta la costituzione illiberale simile a quella ungherese proposta da PiS. Innanzitutto non è chiaro se si riuscirà a creare una maggioranza dei due terzi che sostenga il progetto. Altri analisti, inoltre, sperano che una volta al potere, PiS adotti un approccio più pragmatico e moderato.

In politica estera non è prevista una rivoluzione. PiS è più atlantista e moderatamente euroscettica. Mentre PO predilige i rapporti con l’Europa Occidentale, PiS ha rapporti migliori con l’Europa Centrale e gli Stati Uniti. Per il resto le posizioni saranno simili a quelle del precedente governo, ma più intransigenti. Probabilmente si continuerà a sovvenzionare miniere di carbone inefficienti e inquinanti. Al prossimo vertice NATO, che si terrà proprio a Varsavia, si chiederà con maggior insistenza di rafforzare il fianco orientale dell’Alleanza. In genere, sarà più difficile raggiungere compromessi a Bruxelles, visti anche i rapporti difficili con Donald Tusk.

Infine, va ricordato che è stata una sfida elettorale al femminile: le candidate premier dei due principali partiti sono donne, così come Barbara Nowacka della coalizione di sinistra. È la seconda volta che succede nella storia europea. Forse è un segnale che anche in una società conservatrice come quella polacca qualcosa sta cambiando.

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

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