venerdì , 14 dicembre 2018
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Elżbieta Bieńkowska © European Commission, 2014

Elżbieta Bieńkowska, nuova Commissaria all’industria e al mercato interno

È polacca Elżbieta Bieńkowska, nuovo Commissario UE responsabile per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditoria e le Piccole e Medie Imprese (PMI). Il suo predecessore, Antonio Tajani, le ha lasciato in eredità un portafoglio estremamente ampio e complesso, che è stato oggetto di alcuni “ritocchi” da parte di Juncker. Orfana dello spazio (che è stato abbinato ai trasporti), la Direzione-Generale Imprese e Industria ha però guadagnato un’area di competenza di cruciale importanza: il mercato interno, che durante la Commissione Barroso II costituiva un portafoglio a sé stante.

Nata a Katowice nel 1964, Elżbieta Bieńkowska ha un curriculum di tutto rispetto: Master in filologia orientale, diploma post-laurea conseguito presso la Scuola polacca della Pubblica Amministrazione, MBA alla Scuola di Economia di Varsavia. La futura Commissaria ha dedicato tutta la sua carriera professionale alla gestione dei fondi europei a livello sia nazionale che locale: è stata infatti Ministro per lo sviluppo regionale della Polonia dal 2007 al 2013, prima di essere nominata Ministro alle infrastrutture e allo sviluppo. Dal 2013 ad oggi, ha anche ricoperto la carica di Vicepremier nel governo guidato dal liberale Donald Tusk, leader del primo partito polacco “Piattaforma civica”. La Bieńkowska ci tiene a definirsi self-made woman: prima di iniziare la scalata ai vertici dell’amministrazione polacca, era infatti una madre single dipendente dai sussidi pubblici.

La nomina della Bieńkowska, che ha seguito a ruota quella di Donald Tusk a Presidente del Consiglio Europeo, non ha certo colto di sorpresa gli addetti ai lavori a Varsavia. Il binomio Tusk-Bieńkowska rappresenta agli occhi dei polacchi sinonimo di efficienza e carisma. Squadra che vince non si cambia: naturale che la “coppia d’oro” voglia replicare il successo ottenuto in patria anche a Bruxelles. Ad essere vincente è stata la scelta di ritirare la nomina dell’ex Ministro degli Esteri Radek Sikorski e di designare invece una donna, scelta che ha fatto guadagnare alla Polonia un portafoglio molto ambito: mercato interno e industria, per l’appunto.

Nel corso della sua audizione al Parlamento Europeo, la Bieńkowska è sempre apparsa sicura di sé, nonostante la vastità e la complessità del portafoglio che le è stato attribuito. Nel suo discorso iniziale, ha delineato i quattro obiettivi principali attorno ai quali intende strutturare il suo lavoro di Commissario: sviluppare appieno il potenziale del mercato interno, accrescere la competitività industriale in Europa grazie agli investimenti e all’innovazione, sbloccare il contesto imprenditoriale e sostenere le PMI e, infine, proiettare il mercato interno al di fuori dei confini UE.

Il mercato interno – ha detto con forza la Bieńkowska – è il motore della crescita e della competitività in Europa. Ma rimangono ancora molti ostacoli: ad esempio, persistono ancora una serie di barriere (legali, ma anche pratiche) al completamento del mercato unico dei servizi. In particolare, il principio del mutuo riconoscimento nel mercato interno in settori quali i servizi alle imprese, l’edilizia, la vendita al dettaglio può dare una spinta decisiva alle PMI europee.

Proseguendo sulla scia del predecessore Antonio Tajani, Elżbieta Bieńkowska ha anche ribadito la propria determinazione a far sì che l’industria torni a rappresentare il 20% del PIL dell’UE entro il 2020, a fronte dell’attuale 16%. Per permettere l’industria europea di cogliere i vantaggi di un’economia sempre più globalizzata, il futuro Commissario intende adottare misure concrete in quattro aree fondamentali: accesso alle risorse (energia, finanziamenti e forza lavoro qualificata), accesso ai mercati, investimenti in nuove tecnologie e creazione di un contesto imprenditoriale favorevole alla crescita.

Il perno della strategia delineata restano naturalmente le PMI. Rispondendo ad una domanda dell’eurodeputato del Movimento 5 Stelle David Borrelli, Bieńkowska ha precisato: “mi rendo conto che per le PMI l’accesso ai finanziamenti resti un problema molto grave: intendiamo lavorare per avere normative migliori, più efficaci e trasparenti.” Quando però il parlamentare britannico Ashley Fox le ha chiesto di citare almeno un regolamento che intende eliminare per rendere la vita più facile alle PMI, la futura Commissaria ha abilmente evitato la domanda.

Dopo tre ore di audizione, l’energia e la determinazione di Elżbieta Bieńkowska hanno conquistato anche gli eurodeputati più scettici. E il suo motto, “Rimettiamo l’Europa al lavoro”, ha finito per strappare alla platea un applauso convinto.

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L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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