domenica , 23 settembre 2018
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Nell'immagine Maros Šefčovič, il jolly di Juncker (photo © European Parliament, 2010, www.flickr.com)

Fuori Bratušek, dentro Šefčovič e Bulc: il puzzle di Juncker

Dopo una girandola di nomi, Jean-Claude Juncker ha finalmente scelto il nuovo candidato per il ruolo di Vice-Presidente dell’Unione Energetica: lo slovacco Maroš ŠefčovičUna decisione presa dal Presidente della Commissione in seguito al passo falso della precedente candidata, Alenka Bratušek che, dopo l’audizione davanti ai membri delle commissioni parlamentari ENVI ed ITRE, lo scorso 9 ottobre, ha rinunciato alla candidatura al ruolo di Vice-Presidente per l’Unione Energetica.

Una bocciatura nell’aria da giorni ed infine avvenuta, in seguito alla disastrosa audizione del 6 ottobre, in cui sono stati addirittura 112 i voti contrari e solamente 13 quelli favorevoli. I motivi della valutazione negativa sono legati alle risposte troppo vaghe e poco precise date dalla candidata alle domande dei parlamentari e, soprattutto, al suo iter di nomina, che ha fatto storcere il naso a molti, compresi alcuni membri delle commissioni ENVI ed ITRE che non si sono tirati indietro dal ricordarglielo durante l’audizione.

Le accuse mosse da settimane contro la Bratušek riguardavano infatti la sua auto-candidatura al ruolo di Commissario, avvenuta quando ancora era Primo Ministro sloveno. Accuse che, a quanto pare, hanno trovato fondamento. Proprio contemporaneamente all’audizione, la Commissione “Anti-Corruzione” del Parlamento Sloveno ha definito la sua auto-nomina un conflitto di interessi. Probabilmente proprio il verdetto del Parlamento di Lubjana può spiegare il repentino passo indietro di Bratušek. Lo scorso 8 ottobre, la candidata aveva infatti dichiarato, attraverso i suoi profili nei social network, di non aver alcuna intenzione di ritirarsi, salvo poi annunciare, il giorno seguente, le sue dimissioni dal ruolo di candidata, sostenendo in poche righe di aver compiuto tale scelta “affinché il nuovo governo sloveno potesse scegliere un nuovo candidato il più presto possibile.”

Prima delle dimissioni, Bratušek aveva inoltre dichiarato che le critiche più aspre alla sua candidatura provenivano da Lubjana e che, sempre dalla Slovenia, erano giunte pressioni affinché le venissero preferiti altri candidati. Che queste pressioni siano realmente state fatte, non è un mistero. L’attuale Primo Ministro Miro Cerar aveva infatti proposto altri nomi al Presidente Juncker già alcune settimane fa.

Dopo la bocciatura di Bratušek, il governo sloveno ha proposto la vice-Premier Violeta Bulc, 50 anni, considerata in patria una “centrista”. Bulc non andrà tuttavia a ricoprire il ruolo di Vice-Presidente per l’Unione Energetica. Il Presidente Juncker ha stupito molti addetti ai lavori con un insolito scambio di nomine: la poltrona andrà allo slovacco Šefčovič, in precedenza candidato come Commissario per i Trasporti (aveva già ricevuto anche l’approvazione dei parlamentari), mentre alla Bulc andrà proprio la carica di Commissario per i Trasporti.

Causa la débâcle di Bratušek e i tentennamenti nel trovare un sostituto, Juncker rischia ora che l’insediamento della Commissione possa slittare oltre il primo novembre. Per questo motivo ha tutta l’intenzione di affrettare l’iter di nomina di Šefčovič e Bulc, mettendoli al più presto di fronte al giudizio dei parlamentari e sperando che, questa volta, le audizioni portino ad un parere favorevole. Un’altra candidatura piuttosto discussa nelle ultime settimane ha avuto nel frattempo un finale diverso da quello di Bratušek: lo spagnolo Cañete ha infatti ottenuto il benestare dei parlamentari europei. Un’audizione che però, guardando i numeri, non può certo considerarsi un successo: 77 favorevoli e 48 contrari non rappresentano di certo cifre da plebiscito.

La bocciatura di Bratušek e la vittoria risicata di Cañete sottolineano come Juncker abbia commesso più di un passo falso nelle nomine. Errori che hanno suscitato molte perplessità poiché commessi in un’area, quella dell’energia, sotto i riflettori negli ultimi mesi e che, con tutta probabilità, lo sarà ancora nei prossimi.

L' Autore - Nicola Costanzo

Responsabile Energia - Laureato magistrale in Scienze Internazionali all’Università di Torino con una tesi sul ruolo che Aldo Moro ebbe nella politica mediorientale italiana e nei relativi rapporti con gli Stati Uniti. Appassionato di relazioni internazionali, geopolitica e politica energetica, nutro un forte interesse verso le relazioni che l’Europa intesse con il resto del mondo. Orgoglioso di fare parte di questa rivista.

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