mercoledì , 20 giugno 2018
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Photo © Robin Hood, 2012, www.flickr.com

Germania: nel 2017 si torna al voto

Malgrado la data non sia stata ancora ufficialmente fissata, le elezioni federali tedesche si terranno tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2017. Probabilmente, come nel 2013, si voterà nel mese di settembre. In caso però le forze di maggioranza vogliano posporre la competizione, la data delle elezioni in Germania potrebbe slittare fino al 22 ottobre, non oltre.

Il sistema elettorale tedesco

Il sistema elettorale tedesco si può definire un “proporzionale personalizzato con meccanismi di correzione”. In pratica ogni elettore ha a disposizione due voti. Il primo va assegnato al candidato al Bundestag (Camera Bassa) nel singolo collegio elettorale: il candidato che ottiene più voti viene eletto con mandato diretto da quel collegio. La metà dei parlamentari (299 su 598) vengono eletti con questo sistema.

Il secondo voto, che l’elettore assegna al partito, serve a determinare le percentuali del sistema proporzionale: i seggi vengono assegnati in “proporzione” alle preferenze ricevute dai singoli partiti, con una soglia di sbarramento al 5%. Può poi scattare un complesso meccanismo di correzione, basato su un algoritmo (Sainte-Laguë) che può permettere la creazione di nuovi seggi al Parlamento, in modo da garantire il rispetto, più preciso possibile, dell’output elettorale.

I candidati

Candidata per lo Unionsparteien (CDU-CSU) è la Cancelliera uscente Angela Merkel che, dopo aver dichiarato di volersi ricandidare per un quarto mandato il 20 novembre del 2016, è stata rieletta leader del partito dal congresso dei delegati, il 6 dicembre scorso, con l’89,5% dei voti. Secondo gli ultimi sondaggi, l’unione tra Cristiano Democratici e Cristiano Sociali potrebbe ottenere tra il 32% e il 38% delle preferenze. Un risultato nettamente inferiore al 41,5% conquistato nel settembre del 2013, ma sufficiente a conservare la cancelleria e rimanere leader di una nuova Große Koalition con i Socialdemocratici (SPD).

Questi ultimi, mancano ancora di un candidato ufficiale per la cancelleria. I vertici del partito si riuniranno varie volte con i delegati nel corso del mese e la decisione verrà ufficializzata dalla segreteria il prossimo 30 gennaio. I due contendenti con le maggiori chance di diventare frontman dell’imminente campagna elettorale sono l’attuale presidente socialdemocratico e vice-cancelliere Sigmar Gabriel ed il Presidente dimissionario del Parlamento Europeo Martin Schulz. Se si votasse domani, secondo i sondaggi, l’SPD otterrebbe tra il 20% e il 22% dei voti, in calo rispetto al 25,7% delle preferenze ottenute nel 2013.

Se quanto previsto dai sondaggi si avverasse, pur piazzandosi entrambi sul lato inferiore della forbice, i partiti governativi avrebbero comunque lo spazio per formare una nuova Coalizione. La maggioranza al Bundestag sarebbe però più risicata di quella attuale e più vulnerabile ai malumori della componente bavarese (CSU) dell’Unione e dell’ala sinistra dei socialdemocratici.

Le alternative

La grande novità sulla scena politica tedesca, attesa a seguito delle elezioni autunnali, riguarda il probabile ingresso nel Bundestag del partito conservatore ed euroscettico Alternative für Deutschland (AfD). Nel 2013, avendo ottenuto il 4,7% dei voti, non era riuscito a portare nessun deputato al Parlamento. Attualmente, pur non avendo ancora deciso ufficialmente chi candidare alla Cancelleria (il nome verrà selezionato ad aprile), il partito viaggia nelle rilevazioni tra il 12% e il 15% dei consensi, superando per la prima volta a livello nazionale l’estrema sinistra della Linke (9%-11,5%), i Verdi (9%-10%) e i liberali dell’FDP (5%-7%).

Essendo l’economia tedesca in un ottimo stato e la disoccupazione ai minimi di sempre (3,9%), molto probabilmente la campagna elettorale ruoterà attorno alle tematiche del ruolo della Germania in Europa, non solo sull’atteggiamento da tenere nei confronti dei partner più deboli dell’Eurozona (proseguire con l’austerità?) ma anche riguardo a difesa, sicurezza e immigrazione. Gli ultimi temi sono entrati a gamba tesa nel dibattito pubblico a seguito della vittoria di Trump alla Casa Bianca e del suo atteggiamento contraddittorio nei confronti della Nato, l’aggressività della Russia di Putin in politica estera e l’attentato terroristico di Berlino dello scorso 19 dicembre.

La campagna elettorale entrerà in ogni caso in pieno regime in tarda primavera, quando tutti i candidati alla cancelleria saranno selezionati dai rispettivi partiti. Terminate le presidenziali francesi (il ballottaggio si terrà il 7 maggio), i riflettori si sposteranno dalla Francia alla Germania.

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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