martedì , 20 novembre 2018
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Hollande
Photo © Bianca Dagheti - www.flickr.com, 2015

Hollande, un Presidente alla ricerca di consenso

Per la seconda volta nel corso del 2015 il Presidente della Repubblica François Hollande ha proclamato il lutto nazionale, per tre giorni. È un evento rarissimo in Francia, usato solo in sei occasioni. Prima degli eventi di gennaio, l’ultima volta che era stato invocato ricorreva l’11 settembre 2001

Hollande alla guerra

Nei giorni precedenti all’attacco di Parigi, a chi scrive è capitato di assistere alla presentazione di un libro: “Les guerres du Président”, scritto da David Renaud d’Allonnes, giornalista politico del quotidiano Le Monde. L’opera analizza in profondità il rapporto che il Presidente Hollande, capo delle armate francesi, mantiene con la politica estera.

Durante il suo mandato infatti, il Presidente socialista si è ritrovato a condurre più missioni militari di quante l’opinione pubblica se ne aspettasse. Essendosi presentato in campagna elettorale con propositi pacifisti, Hollande ha superato di numero gli interventi dei 5 anni precedenti a guida Sarkozy. La prima missione in politica estera che Hollande ha condotto fu quella in Mali nel 2013, contro i gruppi armati presenti nel nord del Paese. Hanno fatto seguito l’intervento in Repubblica Centrafricana nel dicembre 2013 per fermare i massacri etnici, e quello del 2015 contro i territori dello Stato Islamico. Attualmente, 30.000 soldati francesi sono impiegati all’interno e all’esterno del territorio francese.  L’Esagono è oggi al terzo posto per spese militari a livello mondiale, per un armata che copre la 6a posizione per efficacia. L’1,7% del PIL francese è dedicato al sostentamento delle armate (pensioni escluse).

Lo strumento militare per rafforzare il Presidente

Questo approccio interventista in politica estera è stato criticato da molti, definito troppo ambizioso per la Francia, attualmente presente in 13 operazioni militari nel mondo. Sul terreno della politica interna Hollande è tutto tranne che un combattente, un mago del dribbling nel confronto diretto. D’Allonnes mostra come la pedina militare, utilizzata più volte, abbia saputo dare risposte immediate e efficaci al Presidente, confermandosi un alleato in grado di rinvigorire la sua autorità politica.

Hollande è conscio del fatto che dispiegare le truppe è molto più semplice che raccogliere consenso politico interno, ma che allo stesso tempo costituisce una mossa che comporta molti più rischi, essendo un campo dove gli errori si pagano a caro prezzo. Questo atteggiamento rafforzerebbe dunque la sua posizione. Infatti, all’epoca del primo intervento sotto il suo governo, in Mali nel 2013, il Presidente aveva un consenso elettorale politico molto basso, per non aver tenuto fede a promesse elettorali come la disoccupazione e la ripresa economica.

La sicurezza della Francia

Al momento degli attacchi di venerdì scorso, era ancora in vigore il protocollo “Vigipirate”, a cui si affiancava l’operazione Sentinella (criticata come spreco di risorse da alcuni generali), nell’ambito della quale le truppe armate collaboravano con le forze dell’ordine in missioni di vigilanza e sicurezza urbana. Per rafforzarne i termini, da giovedì mattina i poliziotti sono stati autorizzati a portare l’arma fuori servizio.

Hollande nel corso del suo mandato ha aumentato il margine d’azione dei servizi segreti per operazioni di informazione concernenti la sicurezza nazionale, assumendo posizioni definite neo-con, ordinando assassini mirati, da cui il nome François Homeland. Solo il 29 ottobre i servizi segreti francesi avevano scongiurato un attentato che aveva come obiettivo la base militare di Tolone, nel sud della Francia. Un giovane francese, già noto alle autorità, aveva ordinato su internet un coltello da guerra e un passamontagna dalla Cina. Il pacchetto si è aperto nelle operazioni di consegna, mostrandone il contenuto e ha fatto scattare le procedure anti-terrorismo. Si trattava il settimo tentativo di attacco scongiurato in due anni (di cui è stata ufficialmente data notizia).

Sono dunque giorni intensi per il nuovo centro operativo militare Balard, inaugurato il 5 novembre da Hollande. Ribattezzato il Pentagono francese, questo complesso si trova nel 15° arrondissement di Parigi e vede raggruppati in un unico luogo i centri di comando delle armate di terra, marina e aviazione. Nelle prossime settimane la Francia sarà al centro dell’attenzione mondiale per la conferenza sul clima, la COP21. La città di Parigi sarà blindata: sono attese le delegazioni di circa 200 Paesi e centinaia di organizzazioni internazionali. Anche in vista di questo summit, da ieri lo stato d’emergenza, che doveva concludersi il 26 novembre, è stato prorogato per altri tre mesi.

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L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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