domenica , 23 settembre 2018
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Irlanda del Nord: l’UE in campo contro le tensioni

Il 13 novembre al Parlamento Europeo si è parlato di una zona d’Europa spesso dimenticata: l’Irlanda del Nord. Il Parlamento Europeo in seduta plenaria ha discusso del processo di pace in atto in quest’area e sugli interventi atti a prevenire un nuovo inasprimento delle tensioni in questa striscia di terra a nord di Dublino. Dagli anni ’80 l’Irlanda del Nord si trova in una situazione di precario equilibrio socio-politico. Il conflitto cominciò negli anni ’20 con la nascita della Repubblica D’Irlanda (EIRE) e con le 6 contee nel Nord Irlanda che decisero di continuare a fare parte del Regno Unito, anziché aderire alla neonata EIRE. Gli scontri più aspri iniziarono nel 1960, con la minoranza cattolica nord irlandese che aspirava ad unirsi all’EIRE. Nel 1998 è stata raggiunta una tregua: l’accordo del Venerdì Santo, il cui intento era quello di pacificare le due comunità (nazionalisti e unionisti). Gli anni successivi sono stati però caratterizzati da altri episodi di violenza, in cui si intrecciano forze nazionaliste e appartenenze religiose ed etniche.

Giovedì scorso il PE ha approvato una risoluzione in cui esprime preoccupazione per le attività violente e criminali e per i comportamenti anti-sociali nel nord dell’Irlanda. La risoluzione ha inoltre accolto con favore l’invito del senatore americano Gary Hart, nominato dal Segretario di Stato John Kerry, a prendere parte ai colloqui. Tutti i gruppi politici del Parlamento Europeo hanno all’unisono sottolineato la necessità di combattere la disoccupazione e di migliorare la situazione economica, elementi fondamentali per incoraggiare la riconciliazione. Il dialogo fra le forze politiche locali si è interrotto nel dicembre 2013 per alcune divergenze su temi come la spesa sociale, le bandiere, gli emblemi e la libertà di manifestazione.

L’aula di Bruxelles ha ricordato il programma PEACE con cui l’UE si occupa di gestire la crisi e sostiene finanziariamente il raggiungimento di una pace duratura in Nord Irlanda. Questo programma, che per il 2014-2020 sarà finanziato con 150 milioni di euro, si prefigge come scopo quello di promuovere lo sviluppo e incoraggiare il dialogo fra forze nazionaliste e unioniste. L’impegno dell’Unione Europea è cominciato già alla fine degli anni ’80 ed è proseguito per tutti gli anni ‘90. Fra il 2007 e il 2013 l’Irlanda del Nord ha beneficiato di circa 1 miliardo di euro. Il sostegno ha originato buoni risultati in termini di aumento della partecipazione dei nord irlandesi alla vita civile del Regno Unito ed è risultato utile per finanziare importanti progetti sociali, come i risarcimenti ai parenti delle vittime di attentati e gli aiuti alle piccole e medie imprese.

Nel corso del dibattito al Parlamento Europeo, la deputata nord irlandese Martina Anderson (Sinn Fein) ha lodato l’impegno per il suo Paese della Commissione Barroso. Un contribuito, quello fornito da 17 direzioni generali (DG) della Commissione Europea, utile ad incoraggiare il dialogo fra i partiti. La Anderson ha inoltre dichiarato che “si vince e si perde tutti assieme, e solo migliorando le condizioni economiche si potranno migliorare le relazioni tra comunità”. Sulla stessa lunghezza d’onda la collega Catherine Bearder (ALDE) che ha auspicato, per i prossimi cinque anni, un’Unione Europea concentrata sul garantire la pace fra le varie comunità e sul rilancio socio-economico.

Oltre al testo votato dal Parlamento Europeo, il neo Commissario per le Politiche Regionali Corinna Cretu ha incontrato martedì 11 novembre il Primo Ministro nord irlandese Peter Robinson. Il neo Commissario ha ribadito il sostegno che l’UE darà a Belfast nei prossimi anni sia politicamente che economicamente. Ha chiesto al premier di aumentare gli sforzi in patria per fare in modo che gli attori si astengano da provocazioni, riaffermando invece il valore della pace, della tolleranza e della pacifica convivenza tra i popoli.

L' Autore - Luca Rosati

Laureato triennale in Scienze Politiche- indirizzo economico presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionato di tutto ciò che concerne la politica e la storia. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze del governo, sono felice di portare il mio contribuito per questa rivista.

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