mercoledì , 12 dicembre 2018
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Lettonia nell’Eurozona: Riga è città europea della cultura 2014

“Forza Maggiore”, sarà questo lo slogan di Riga, capitale della Lettonia, che per il 2014, in concomitanza con l’entrata della Repubblica Baltica nell’eurozona, sarà la Città Europea della Cultura, a fianco della svedese Umea. Il 2014 segna per la Lettonia un momento di svolta: gli ultimi anni sono stati un periodo di austerità e di cambiamenti, ora finalmente Riga può festeggiare il raggiungimento dei suoi obiettivi con una grande manifestazione: eventi artistici, musicali e cinematografici, festival, concerti e mostre, che non solo daranno visibilità alla città agli occhi della comunità europea ma, si spera a Riga, attireranno anche numerosi turisti e ospiti di rilievo.

Per compiere il percorso di avvicinamento agli standard stabiliti dall’Unione Europea, e più in generale al sistema economico e politico occidentale, è servita al Paese in effetti una grande “Forza”, nell’emanciparsi poco a poco, anche e soprattutto culturalmente, dall’influenza di Mosca, che aveva mantenuto il controllo del territorio dal 1944 al 1991, anche attraverso deportazioni nei gulag e repressione di manifestazioni popolari.

Proprio a simboleggiare questa evoluzione, lenta ma costante, che si fa forte del proprio passato e delle proprie importanti tradizioni per guardare ad un futuro di cambiamento e modernità, le celebrazioni si apriranno con una “catena umana di amanti dei libri” che trasferiranno i volumi verso la nuova Biblioteca Nazionale. La parata avrà luogo lungo la Via Baltica, che già nel 1989 aveva ospitato una storica catena umana, inizio del processo che aveva portato il Paese all’indipendenza dall’URSS.

A fianco di questa iniziativa, che raccoglie adesioni già da ora su internet, la città ospiterà, nelle serate di apertura ufficiale dell’Anno Europeo della Cultura, l’Opera Rienzi di Wagner. Non si tratta però che dell’inizio: numerosi saranno gli appuntamenti, dai più tradizionali ai più innovativi, che affiancheranno le mostre e le collezioni nei grandi musei della città, dedicate in particolare a celebrare e a far conoscere la storia del Paese, dalla sua appartenenza alla Lega Anseatica nel XIII° secolo alle battaglie del secolo scorso, caratterizzate da sconfitte, ma soprattutto dalla ritrovata indipendenza.

Primo tra tutti, spicca per esempio, già oggi, il Museo dell’Occupazione della Lettonia, che raccoglie la storia del Paese sino al 1940, data dell’invasione sovietica, l’occupazione tedesca dal 1941 al 1944 e poi di nuovo l’invasione e il controllo dell’URSS dalla fine della guerra all’ultimo decennio del secolo. Tra gli appuntamenti più importanti in città, la festa del Solstizio d’Estate, tradizione lettone ormai da moltissimo tempo.

Infine, le celebrazioni si chiuderanno con gli Academy European Film Awards e la consegna dei grandi riconoscimenti europei del Cinema 2014. L’occasione per la Lettonia di festeggiare i suoi progressi verso una completa integrazione nella comunità europea è anche una possibilità per i cittadini dell’Unione di conoscere meglio una città affascinante, che specchia sul mar Baltico il suo centro storico, già consacrato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per la meravigliosa architettura Art Nouveau e gli imponenti edifici medievali.

Un’opportunità, però, anche per i cittadini dell’ovest dell’Unione per avvicinarsi ad una cultura diversa, conoscere le sue tradizioni, le sue feste e la sua storia, che rendono il Paese unico e particolare, un ponte storico e culturale, e si auspica anche diplomatico, tra l’Europa occidentale e quella orientale, con la sua arte, le sue tradizioni, le sue bellezze e le sue peculiarità.

Nell’immagine, una veduta della città di Riga, fotografata dal campanile della cattedrale (photo: Giuseppe Passanante).

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L' Autore - Giulia Corino

Laureata triennale, sto proseguendo gli studi magistrali in Lettere Moderne e alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino. Sono appassionata di storia e culture del mondo antico e moderno.

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One comment

  1. Al di là delle banalità che tutti ripetiamo, ecco una ricerca seria sul nepotismo accademico all’italiana: http://www.focus.it/scienza/nepotismo-l-accademia-italiana-non-ne-e-immune_C12.aspx

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