martedì , 18 dicembre 2018
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Alessandra Moretti interviene alla plenaria del Parlamento Europeo (Foto: European Parliament)

Moretti (S&D): Italia esempio per l’Europa. Incalzeremo Juncker sui 300 miliardi

Alessandra Moretti, 41 anni, di Vicenza ed europarlamentare del Partito Democratico alla prima legislatura europea, è membro della Commissione giuridica (JURI) e della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM) del Parlamento Europeo. Moretti ha militato a lungo nelle fila del Partito Democratico (prima ancora dei DS), sostenendo Pier Luigi Bersani alle primarie del 2012 contro Matteo Renzi. Eletta alla Camera dei Deputati nel 2013, ha scelto di accettare la proposta di Renzi, candidandosi come capolista del PD alle europee dello scorso maggio per la circoscrizione Nord-OvestEuropae l’ha intervistata sui temi di grande attualità europea, dalla governance economica dell’UE all’immigrazione fino al varo imminente della Commissione Juncker.

Onorevole Moretti, dalla legge di stabilità proposta dal Governo italiano. Come si inquadra nel contesto europeo di crescita e di sviluppo? L’Italia può essere un modello per gli altri Stati membri?

“Si tratta una legge finanziaria importantissima, volta allo sviluppo e alla crescita del nostro Paese. È una manovra coraggiosa, ben 36 miliardi, e per la prima volta, dopo molto tempo, si tratta di un intervento che prevede un margine di indebitamento, ma anche una serie di tagli che non saranno indiscriminati. Anzi, questi tagli saranno mirati, cioè andranno a colpire le sacche di inefficienza che si sono accumulate nel nostro Paese in tutti questi anni. Parlo di certi sviluppi all’interno della Pubblica Amministrazione, ma anche dell’Irap, la cui aliquota sarà ridotta. Questi sono tutti elementi che, in buona sostanza, strangolano le piccole medie imprese e le famiglie, soggetti fondamentali per la nostra economia. Per quanto riguarda il panorama europeo, ciò che chiede l’Italia non è uno sconto, ma l’utilizzo di una flessibilità che è lecita, soprattutto se si vuole uscire da questa spirale di stagnazione. Credo quindi che l’Italia possa costituire un esempio per l’Europa.”

Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione, che tipo di interventi si augura il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo?

Il problema dell’immigrazione non può essere affidato integralmente all’Italia, nonostante sia uno dei Paesi più vicino alle coste nordafricane, da cui arriva la maggioranza dei flussi migratori. L’Europa è stata assente e distratta rispetto a un’emergenza umanitaria che vedeva milioni di persone in fuga e in cerca della speranza. L’Italia e la Marina Militare hanno dimostrato coscienza civile e spirito umanitario straordinario: sono state salvate e continueranno ad esserlo centinaia di persone. Credo tuttavia che non esistano più le condizioni per agire da soli. Ci deve essere un’assunzione di responsabilità importante a livello europeo: devono essere stanziati fondi adeguati, ma soprattutto bisogna organizzare una marina europea, forze militari che si facciano carico del soccorso e si deve coniugare spirito caritas con pietas. Chi entra deve essere identificato. Oltre a questo, serve uno screening sanitario, visti i problemi di Ebola che in questo momento stanno diventando veramente preoccupanti. Occorre infine effettuare uno smistamento affinché gli immigrati possano avere un’opportunità di lavoro e di vita nell’UE.

Su governance economica e immigrazione dovrà esprimersi dalla prossima settimana la Commissione Juncker. Cosa ne pensa del nuovo collegio dei Commissari?

Come gruppo dei Socialisti e Democratici abbiamo avuto grosse perplessità su molti commissari designati. Speravamo molto di più, soprattutto relativamente alle specifiche competenze assolutamente necessarie dal momento che la Commissione dovrà affrontare problematiche decisive e saper cambiare anche le politiche economiche. Noi siamo stati protagonisti in questa fase di audizioni cercando di sottolineare l’importanza di figure super partes, con una storia politica e amministrativa importante. Ci auguriamo che presto la Commissione inizi a lavorare. Noi vigileremo, continueremo a farlo come abbiamo sempre fatto, ma soprattutto cercheremo di incalzare Juncker per questi 300 miliardi che si è impegnato a mettere a disposizione per lo sviluppo, la crescita e l’innovazione e quindi cercheremo di monitorare dove verranno assegnati, con quali criteri e con quali parametri.”

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L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

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