martedì , 18 dicembre 2018
18comix
Da sinistra, Wolfgang Schaüble e Pierre Moscovici © EU Council Eurozone - Flickr

Moscovici in Germania: sul tavolo il debito greco

Il Commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici si è recato in visita ufficiale a Berlino per una due giorni di colloqui con i principali esponenti del governo tedesco, tra cui il Ministro delle Finanze, Wolfgang Schaüble, noto per le sue posizioni rigoriste, e il Ministro per gli Affari Esteri – oltre che Vice-Cancelliere – Sigmar Gabriel.

La visita è caduta in un momento particolarmente delicato per i precari equilibri europei: il nuovo governo greco guidato da Alexis Tsipras è impegnato in un “tour” continentale – che ha toccato anche Roma – per convincere i Paesi membri, in primis Francia e Italia, a concedere quantomeno una proroga ai tempi di restituzione del debito ed una moratoria sugli interessi.

I colloqui bilaterali svoltisi a Berlino hanno messo in luce la radicale ostilità del governo tedesco verso ogni ipotesi di cancellazione del debito: nella conferenza stampa seguente all’incontro con Moscovici, il Ministro Schaüble ha affermato testualmente “se fossi un politico greco, non farei alcun dibattito sul taglio del debito”. Queste dichiarazioni si possono sovrapporre a varie interviste rilasciate dalla Merkel, dove la Cancelliera ha espresso la sua totale contrarietà a qualsiasi ristrutturazione e anche un certo scetticismo verso l’ipotesi di nuove scadenze per il debito.

Moscovici, dal canto suo, pur ricordando come l’esecutivo Tsipras debba attenersi agli impegni sottoscritti da Samaras, ha riaffermato la necessità che la Grecia rimanga un paese dell’eurozona e non s’imbarchi in avventure unilaterali – proprio negli ultimi giorni sui giornali vi sono rumours di possibili aiuti russi e cinesi pronti in caso di ritorno alla dracma.

Questo mette in luce la strettoia in cui il Commissario francese si trova: da un lato deve rassicurare i creditori (e anche i suoi due Vice-Presidenti, Katainen e Dombrovskis, tutori delle politiche di rigore), mostrando la faccia dura verso le istanze più “audaci” proposte dai debitori; dall’altro sa bene che le politiche di austerità hanno messo in discussione perfino la sopravvivenza dell’euro, e che quindi bisogna far di tutto affinché la Grecia non si senta oltremodo umiliata.

La Commissione, nei giorni che separano dal fatidico 28 febbraio (data a partire dalla quale Atene potrebbe avere difficoltà a finanziare le sue banche presso la BCE), non può far altro che questo: smussare gli angoli, avvicinare le parti, escludere le proposte più estreme. Il faccia a faccia Juncker-Tsipras è stato un passo importante per portare a termine una trattativa difficile.

Le parti in causa devono avere chiaro un concetto mutuabile dalla Teoria dei giochi: se ognuno si comporta massimizzando la propria utilità, è probabile che il risultato finale sia disastroso o poco soddisfacente. Il debito greco è palesemente insostenibile e non esiste una ragione valida, parafrasando Barack Obama, per “spremere” un Paese in depressione economica. I greci, dal canto loro, sanno che possono spingersi fino a un certo punto, e che probabilmente ora come ora è già tanto aver posto la questione della cancellazione del debito sovrano – magari, chissà, in futuro la pratica potrebbe essere riaperta – e conviene quindi accontentarsi di un ulteriore taglio sugli interessi.

La ragione suggerisce che un compromesso sia desiderabile: se invece dovessero prevalere i falchi, stavolta l’eurozona sarebbe davvero a rischio frammentazione e forse non basterebbe Draghi per salvarla.

Print Friendly, PDF & Email

L' Autore - Giacomo Giglio

Laureato magistrale in Economia Internazionale, fin da giovanissima età ho avuto grande passione per la politica e l'economia. Critico con la visione classica dell'economia, mi occupo spesso di temi inerenti la crisi finanziaria e i travagli della zona Euro dopo lo scoppio della crisi 2008-09

Check Also

Aufstehen: Germania, lo strano caso della sinistra anti-migranti

Sahra Wagenknecht, leader della Linke, ha creato Aufstehen: un movimento che vuole riunire le idee …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *