lunedì , 24 settembre 2018
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Photo © Jake Stimpson, 2005, www.flickr.com

Romania, le speranze del dopo Colectiv

Dopo il tragico rogo nella discoteca Colectiv, nel centro di Bucarest, costato la vita in novembre a quasi 50 persone, con centinaia di feriti, 20mila cittadini sono scesi in piazza per protestare contro il governo del Primo ministro Victor Ponta. Tra questi Octavian, un ragazzo di 26 anni nato e cresciuto a Bucarest, che si è offerto di spiegare alla Redazione di Europae i motivi della protesta e quale futuro desidera per la sua Romania.

1) Prima del rogo, che aria si respirava a Bucarest ed in Romania in generale, in merito alla situazione politica/economica/sociale del Paese?

La situazione in Romania non era, e non è, delle migliori. La popolazione si lamentava da anni della corruzione nella pubblica amministrazione, del lavoro sottopagato, della scarsità d’impiego e di un sistema sanitario scadente e di pessima qualità. Dopo che il popolo rumeno è sceso in piazza per protestare contro il Presidente Ponta, quest’ultimo, il 4 novembre scorso, ha rassegnato le sue dimissioni, insieme al suo governo. Cosa ti ha spinto a partecipare alla manifestazione? Cosa chiedevano esattamente i manifestanti?

Ho partecipato alla manifestazione soprattutto per solidarietà nei confronti delle vittime dell’incendio e anche perché convinto della necessità di un profondo cambiamento nel mio Paese. Questo tragico evento alla Colectiv, costato la vita a molti giovani, è stato la scintilla di cui la popolazione rumena aveva bisogno per poter finalmente urlare a gran voce i propri diritti. Diverse le richieste fatte: innanzitutto le dimissioni del governo-Ponta; in secondo luogo stipendi più alti, eliminazione della corruzione e dimissioni di Daniele, Patriarca della Chiesa ortodossa rumena. Vive infatti in un lusso sfrenato, in totale contrapposizione coi principi che dovrebbe trasmettere tale istituzione.

2) Cosa ne pensi delle dimissioni del governo e del suo Presidente? Ritieni che le cose ora potranno andare meglio?

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalle dimissioni del governo. Personalmente, ritengo tale decisione la cosa più normale per un Paese civile. Purtroppo però non sono abbastanza per poter cambiare in meglio la situazione. Serve eliminare in primo luogo la corruzione da tutti i livelli istituzionali dello Stato. Altro punto centrale è la riforma del Parlamento: bisogna ridurre il numero dei parlamentari a 300 e rendere il Parlamento unicamerale, come deciso dal popolo. Nel 2009 infatti, a seguito di un referendum, i cittadini avevano votato a favore di tali punti ma nonostante ciò ad oggi la riforma non è ancora stata fatta.

3) In generale, quali sono secondo te i principali problemi che affliggono la Romania? Cosa vorresti per il tuo Paese?

A mio avviso il principale problema della Romania è innanzitutto la mancanza di un sistema educativo adeguato, elemento alla base di una società civile ed avanzata. Le lacune in questo ambito portano di conseguenza altri problemi come la povertà e la corruzione diffusa. Per il mio Paese desidero maggiore civiltà e meno corruzione, più posti di lavoro ma anche ospedali e infrastrutture pubbliche migliori.

4) Quale ruolo pensi possa/debba avere l’Europa nel processo di cambiamento per la Romania?

Ritengo che l’Unione Europea aiuti e possa aiutare in maniera positiva la Romania a svilupparsi e a migliorare su più fronti. Sfortunatamente però fatichiamo a raggiungere i risultati desiderati sempre a causa della corruzione.

5) Quale futuro auspichi per il tuo Paese? Come lo immagini tra 10 anni?

Tra 10 anni auspico che la Romania raggiunga i livelli degli altri Paesi occidentali anche se, purtroppo, vedo questo obiettivo difficilmente realizzabile. Penso che l’eventuale introduzione dell’Euro potrebbe avere un impatto positivo portando maggiori investimenti nel Paese.

L' Autore - Jennifer Murphy

Studentessa trentina laureata in Studi Internazionali e prossimamente in Gestione del territorio e dell’ambiente presso l’Università degli Studi di Trento. La mia tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori della mia Regione mi ha ulteriormente avvicinata all’UE e al modo attraverso il quale raccontarla. Mi piace osservare il mondo per capirlo ed interpretarlo al meglio.

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