martedì , 20 novembre 2018
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Photo © Partidul Social Democrat, 2013, www.flickr.com

Romania: Ponta e lo scandalo corruzione

Il Premier rumeno Victor Ponta è da alcuni mesi al centro delle cronache politiche. In giugno la Direzione Nazionale Anticorruzione rumena (DNA) ha chiesto al Premier del partito Socialdemocratico di dimettersi dai suoi incarichi, considerando la mole di incriminazioni che lo hanno investito. Fra le indagini condotte dai procuratori rumeni rientrano I reati di evasione fiscale, riciclo di denaro e corruzione, per un totale di 17 infrazioni.

La reazione della società rumena è stata immediata, numerose manifestazioni sono state organizzate dai cittadini per chiederne le dimissioni. Il Premier, nonostante la giovane età, è considerato soprattutto dalle nuove generazioni un simbolo del vecchio sistema da rottamare. Victor Ponta ha però puntato i piedi, definendo le accuse come false e montate ad hoc: il colpevole sarebbe un giovane procuratore desideroso di notorietà.

Le vicende

I fatti di cui è accusato, risalgono al 2007-2008, quando esercitava l’attività di avvocato. Nello scandalo è coinvolto un altro membro del partito, l’avvocato e senatore Dan Sova, indagato con l’accusa di aver versato circa 55 mila Euro al Premier. I procuratori la identificano come prova del conflitto d’interesse esistente e come controparte pecuniaria per aver ottenuto la carica di Ministro dei Trasporti.

Il montante sarebbe stato incassato dal Premier in diverse tranches con fatture di collaborazione falsificate per mimetizzare le transazioni. Ponta avrebbe inoltre fatto pressione nei confronti delle dirigenze di due importanti complessi energetici per far sottoscrivere dei contratti con la società di avvocati di Dan Sova, dimessosi in maggio dalla carica di senatore.

Ponta, la carriera

Victor Ponta ha oggi 43 anni e nel 2012, è stato il più giovane rumeno a sedersi sulla poltrona di Primo Ministro. Carica nella è fortemente ostinato a rimanere, almeno fino alle prossime elezioni del 2016. Lo scorso novembre aveva incrociato le armi con il suo rivale politico, Klaus Iohannis, per conquistare ai seggi la carica presidenziale. Nonostante si fossero presentati 14 candidati, Ponta riuscì a vincere il primo turno, non riuscendo però a ottenere la maggioranza dei voti. Nel secondo turno lo si vide testa a testa contro il 56enne Iohannis, ma quest’ultimo ribaltò la situazione a proprio favore ottenendo il  54,8% dei voti.

Le vicende elettorali furono seguite da grandi polemiche per la gestione del voto dei cittadini rumeni all’estero, con milioni di cittadini che affollarono i seggi per poter votare. Molti di questi alla fine non ebbero la possibilità di esprimere la loro preferenza.

L’immunità, il rifiuto di dimettersi

 Le vicende che vedono Victor Ponta al centro delle polemiche risalgono a ben prima della sua discesa in politica, a quando si trattava ancora di un cittadino comune: ciò nonostante il Parlamento ha votato in suo favore, con maggioranza parlamentare, l’immunità. Lo stesso Parlamento ha respinto in data 29 settembre (207 voti, erano necessari 276) la mozione di sfiducia presentata dal Partito nazionale liberale (Pnl) mentre dinnanzi al parlamento, nel centro della capitale romena, migliaia di persone protestavano contro il governo Ponta.

Il Capo dello Stato Iohannis, membro del Partito nazionale liberale, ha espresso preoccupazione e indirizzato messaggi ad personam al Primo Ministro. Allo stesso tempo, non sono mancati gli appelli alle dimissioni provenienti da Bruxelles e dal Parlamento Europeo, come quello fatto da Joseph Daul, presidente francese del gruppo PPE. Per ora Ponta si è limitato a presentare le dimissioni dalla presidenza del suo partito rimanendo Primo Ministro in carica. L’idea di presentare le dimissioni da Primo Ministro sembra non sfiorarlo neanche, anche perché spetterebbe proprio al suo rivale Iohannis trovare un nuovo sostituto ed il Presidente difficilmente proporrebbe la candidatura a membri del partito Socialdemocratico.

Malgrado la mozione di sfiducia sia stata respinta, è proprio il partito Socialdemocratico il grande sconfitto, in questo episodio, non essendo nuovo a storie di scandali. Sono molti infatti gli inquisiti nelle sue fila. Non a caso, una delle prime cose che il neo eletto Iohannis ha fatto è stata quella di bloccare la legge d’amnistia e indulto. Le ripercussioni per il partito si faranno inevitabilmente sentire nelle elezioni legislative del 2016. In quell’occasione l’essersi mostrato complice del Premier nelle vicende che lo vedono incriminato e l’aver votato per sostenerne l’immunità potrebbe pesare in termini di credibilità.

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L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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