martedì , 20 novembre 2018
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Photo © Louisa Mac, 2014, www.flickr.com

Svizzera: il 18 si vota. Immigrazione al centro

Il 18 ottobre gli svizzeri saranno chiamati alle urne per rinnovare il loro Parlamento, composto dal Consiglio degli Stati e dal Consiglio nazionale. Il primo rappresenta i Cantoni e conta 46 rappresentanti: ogni Cantone ne elegge due, tranne i Cantoni di Appenzello Interno, Appenzello Esterno, Basilea Città, Basilea Campagna, Nidvaldo e Obvaldo che ne eleggono uno.

Il sistema elettorale

La procedura è retta dal diritto cantonale, con tutti i Cantoni che hanno optato per l’elezione in base al sistema maggioritario, salvo due che hanno scelto il sistema proporzionale. L’intero sistema è funzionale al bilanciamento delle decisioni in seno al Consiglio nazionale, evitando lo strapotere dei Cantoni più popolosi. Il Consiglio nazionale, infatti, consta di 200 seggi divisi tra i 26 cantoni a seconda della popolazione.

A livello cantonale invece, la ripartizione dei seggi su base proporzionale favorisce i grandi partiti a scapito dei minori. A parziale correzione intervengono le congiunzioni di lista, 71 in queste elezioni, che permettono ai piccoli partiti di apparentarsi con forze più grandi. Ad approfittare del meccanismo è stata soprattutto l’Alleanza tra Socialisti e Verdi che, pur divisa in un gran numero di partiti, ha mantenuto una certa unità politica.

I sondaggi

L’affermarsi dei nuovi partiti di centro sta tuttavia portando a qualche cambiamento. Il problema di tale meccanismo è che spesso l’elettore non sa che il proprio voto andrà ad agevolare un altro partito. Le congiunzioni sono infatti indicate solo sul bordo delle schede. A livello nazionale si auspica, a partire dalle prossime elezioni, una migliore regolamentazione delle liste congiunte.

Cresce il numero dei candidati, salito a 3802 ed in crescita di quasi il 10% rispetto a quattro anni fa. Aumenta anche il numero di partiti. Ai quattro tradizionali (Unione Democratica di Centro, Partito Socialista, Partito Liberale Radicale, Partito Popolare Democratico), che esistono da quando è stato introdotto il sistema proporzionale (1919), sono andati ad aggiungersi i Verdi (entrati in parlamento per la prima volta nel 1979), i Verdi Liberali (2007), il Partito Borghese Democratico (2011) e altri piccoli partiti. Tutti i partiti cercheranno di attirare consensi sfruttando il gioco delle alleanze ed il voto dei giovani e degli svizzeri all’estero.

La Svizzera cambia

Per Pascal Sciarini, politologo all’Università di Ginevra, la politica svizzera è diventata più competitiva e l’elettorato più “volatile”: emergono più variazioni tra un’elezione e l’altra. Dalla metà degli anni ’90 è aumentata l’affluenza, che quest’anno dovrebbe attestarsi attorno al 50 %. Ciò dimostra come l’interesse per le questioni nazionali stia crescendo. Anche la campagna elettorale è diventata più intensa, soprattutto in seguito all’ascesa dell’UDC (Unione Democratica di Centro, destra conservatrice) ed alla polarizzazione della politica svizzera.

Infatti, mentre dai precedenti sondaggi era emersa soprattutto l’avanzata del Partito Liberale Radicale (PLR), questa volta a risalire è soprattutto l’UDC. Questo progressivo slittamento a destra dell’elettorato svizzero è dettato dal tema dominante dell’immigrazione. Già nel 1999, a causa del flusso di rifugiati, l’UDC aveva segnato la crescita maggiore nella sua storia. Anche il PLR cresce e contribuisce al rafforzamento della destra, anche se solo 49 persone su 100 che si riconoscono nelle idee del PLR indicano di volersi recare alle urne, contro 58 su 100 per l’UDC e il Partito Socialista.

Il PS rimane sulle posizioni degli ultimi mesi, al 19,3 %, mentre i Verdi regrediscono, in quanto la questione ambientale non è più considerata prioritaria. Perdono consensi anche il Partito Popolare Democratico, che ha visto ampiamente bocciata la proposta di defiscalizzare gli assegni familiari, e i due nuovi partiti di centro, i Verdi Liberali (VL) e il Partito Borghese Democratico (PBD). “La destra sembra rafforzarsi, ma non una si va verso una maggioranza di destra”, ha sottolineato Longchamp (politologo). Singolare il fatto che tale spostamento a destra non sia determinato tanto dal voto nelle campagne quanto da quello nei grandi agglomerati urbani, un tempo ritenuti progressisti.

L’esito del voto potrebbe essere determinante soprattutto per temi “caldi” come l’immigrazione e l’emergenza profughi. Dopo l’adozione, il 9 febbraio 2014 dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, gli accordi bilaterali con l’UE, in particolare quello sulla libera circolazione, sono in bilico. Nonostante questo, all’inizio del mese la cancelliera Merkel, dopo la sua visita in Svizzera, si è mostrata “ispirata” dal sistema di asilo elvetico. Tema delicato è anche quello dei diritti popolari: l’iniziativa lanciata dall’UDC per la preminenza del diritto svizzero su quello internazionale rischia di essere in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

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L' Autore - Maria Nicola Stragapede

Studentessa di sociologia presso l’Università di Trento e allieva del Collegio di Merito Bernardo Clesio. Ho partecipato al progetto europeo Comenius Urbanscape che mi ha permesso di svolgere un periodo di studi in Turchia e Germania. Ho precedentemente collaborato con due testate locali e vorrei costruire un'informazione che sia il più possibile prossima al cittadino europeo e transnazionale. Questa è la mia speranza, o sogno, di vita. E vorrei iniziare da qui per realizzarlo.

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