venerdì , 14 dicembre 2018
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Timmermans, chi è il braccio destro di Juncker

Frans Timmermans, il nuovo Primo Vice Presidente designato della Commissione Europea, sembra avere l’Europa nel sangue. Classe 1961, è nato nella città che avrebbe visto la firma del Trattato fondativo dell’Unione Europea: Maastricht. Ma è tutta la carriera diplomatica e politica di Timmermans a collegarlo alle vicende europee: cresciuto all’estero, compreso un periodo di studio a Roma, il futuro Vice Presidente ha ricoperto importanti incarichi governativi e istituzionali per il suo Paese, i Paesi Bassi, sempre in relazione agli affari internazionali ed europei.

Dopo una carriera nel Ministero degli Esteri olandese, Timmermans è stato eletto membro della Camera dei Rappresentanti nelle liste del Partito Laburista, in Europa affiliato al Partito del Socialismo Europeo (PSE). Come parlamentare, ha fatto parte della commissione parlamentare per gli Affari Esteri e, dal 2006, è stato Segretario di Stato per gli Affari Esteri, con delega personale agli Affari Europei. Dal 2012 è Ministro degli Affari Esteri e rappresenta dunque una delle personalità politiche più in vista della nuova Commissione.

Non a caso, Jean Claude Juncker, il Presidente della Commissione Europea, gli ha affidato un ruolo di primo piano, fondamentale per la riorganizzazione strutturale che il lussemburghese intende attuare per l’esecutivo comunitario. Timmermans infatti, dopo il voto favorevole del Parlamento Europeo che, nel suo caso, non pare in dubbio, diventerà ufficialmente il Primo Vice Presidente con delega al Miglioramento della normativa, le Relazioni inter-istituzionali, lo Stato di diritto e la Carta dei Diritti Fondamentali. Juncker l’ha definito il proprio braccio destro.

La nuova Commissione si fonda infatti non più su una struttura decentralizzata, in cui ogni Commissario opera per proprio conto, ma sarà organizzata sulla base di project team tematici, ognuno coordinato da un Vice Presidente. Timmermans svolgerà questo ruolo in materia di Stato di diritto, relazionandosi con il Commissario alla Giustizia, Vĕra Jourová, e quello per le Migrazioni e gli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos.

Il ruolo di Timmermans però andrà ben oltre quello degli altri Vice Presidenti: sarà effettivamente l’ombra di Juncker, selezionerà le priorità da inserire nell’agenda della Commissione e ne coordinerà gli sforzi. Fra le principali mansioni a cui sarà chiamato Timmermans figurerà dunque quella di controllare che le proposte della Commissione rispettino i principi di sussidiarietà e proporzionalità, operando per ridurre il peso delle normative inutili (red tape), e i contenuti della Carta dei Diritti Fondamentali. Considerando che Juncker ha già detto che difficilmente introdurrà nell’agenda della Commissione proposte che non siano state vagliate dal Vice Presidente competente, l’ampia portata del portafoglio di Timmermans lo rende di fatto il vero supervisore dell’agenda normativa comunitaria.

In più, Timmermans svolgerà anche una fondamentale funzione nei rapporti con le altre istituzioni dell’UE e con gli Stati membri. Rappresenterà la Commissione nel Consiglio Affari Generali e in qualunque negoziato riguardante questioni istituzionali, dovrà mantenere i rapporti con i Parlamenti nazionali, favorendone la partecipazione, e entro i primi tre mesi del suo mandato dovrà confrontarsi con Consiglio e Parlamento Europeo sulle proposte normative attualmente pendenti, decidendo se perseguire verso la loro approvazione o lasciarle decadere. È evidente dunque come il Primo Vice Presidente sarà uno dei protagonisti nelle vicende istituzionali europee dei prossimi anni.

Timmermans pare l’uomo giusto per il ruolo: Juncker ne ha elogiato le spiccate doti politiche e diplomatiche, di cui l’ex Ministro olandese dovrà fare buon uso per coordinare e facilitare il processo decisionale a Bruxelles.

Proprio Timmermans pochi mesi fa, in un articolo firmato anche dal Ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, aveva dipinto la propria visione di un’ “Europa migliore”, in contrasto con l’idea di “meno Europa”. Le tre priorità poste allora sembrano trovare un’eco forte e chiara nei futuri compiti di Timmermans: focalizzare l’azione dell’UE sulle questioni davvero cruciali e migliorare la normativa europea, favorire l’efficienza delle istituzioni europee e recuperare legittimità per il procedimento decisionale dell’UE. Timmermans ora è nella posizione più consona per perseguire i suoi obiettivi.

 Foto © Council of the European Union – Flickr 2014 

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L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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