martedì , 18 dicembre 2018
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Alexis Tsipras durante un convegno © Joanna - www.flickr.com, 2013

Tsipras cerca alleati in Europa, la Francia apre

La Grecia di Alexis Tsipras cerca nuove sponde in Europa e pare averle trovate nella Francia di François Hollande. L’incontro di domenica fra il Ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e il suo collega francese Michel Sapin ha infatti prodotto un’intesa di massima sulla necessità di rivedere la politica economica europea e chiudere il capitolo dell’austerità. La Grecia dunque incassa l’appoggio di uno dei grandi Paesi europei, mentre Hollande sembra finalmente poter promuovere l’agenda anti-austerità per cui era stato eletto nel 2012.

Tutti i no di Tsipras

Fin dal primo Consiglio dei Ministri, il nuovo premier ha voluto indicare la nuova rotta per il suo Paese, intervenendo su uno dei capitoli più controversi degli accordi con la Troika: le privatizzazioni. Il governo Tsipras ha infatti bloccato la vendita delle quote pubbliche della società che gestisce il porto ateniese del Pireo e annunciato lo stop alla privatizzazione del porto di Salonicco.

Queste le prime mosse concrete del nuovo governo, a cui si aggiunge il rifiuto di riconoscere la Troika come interlocutore. Gli incontri della scorsa settimana fra Tsipras e Varoufakis e il Presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem hanno lanciato un messaggio preciso: “inutile che tornino qui gli uomini della Troika. Per noi i vecchi accordi sono saltati un minuto dopo il voto”, ha detto Varoufakis in quell’occasione, scatenando la reazione dei falchi europei.

In realtà, sin dalle prime ore dopo la vittoria di Tsipras, è iniziato uno scambio di annunci e prese di posizione fra Atene e Berlino. Il Cancelliere Angela Merkel ha affermato che l’obiettivo rimane quello di mantenere integra l’eurozona, ma che non ci sono spazi per una rinegoziazione del debito greco, perché i creditori privati ne hanno già subita una nel 2012.

Cosa vuole davvero Tsipras?

Il premier greco sa di poter tirare la corda fino a un certo punto, ma allo stesso tempo non può deludere lo sfinito elettorato greco. Non deve dunque sorprendere che alle dichiarazioni belligeranti sulla fine dell’austerità e rinegoziazione del debito (con annessa richiesta delle riparazioni di guerra alla Germania), ne seguano altre dal tono decisamente più conciliante. “L’obbligo di rispettare il chiaro mandato del popolo greco mettendo fine alle politiche di austerità e tornando ad un’agenda di crescita, non implica in alcun modo che non rispetteremo interamente i nostri obblighi verso i crediti della BCE e del FMI”.

Una contraddizione di termini? Non proprio. Il vero obiettivo del governo greco sembra quello di uscire dalla stretta della Troika, un organismo non democratico che ha imposto misure eccezionali alla Grecia in cambio di ingenti aiuti finanziari. Tsipras non vuole dovere più nulla a BCE e FMI.

In primo luogo dunque, Tsipras chiederà tempo: si opporrà a un’estensione del programma di salvataggio, che dovrebbe esaurirsi a fine mese, e premerà perché alla Grecia venga concesso un periodo di tregua in cui lanciare delle politiche per la crescita nel medio periodo. Tsipras non fugge dalla necessità di riformare ulteriormente il Paese (ha parlato di riforme contro corruzione, clientelismo ed evasione fiscale), ma non intende essere sottoposto alla pressione continua dei creditori. Come ultima mossa, continuerà ad insistere per una rinegoziazione del debito, che però appare improbabile.

La Grecia vuole trattare direttamente con i partner europei

Il punto centrale della strategia di Tsipras appare però la volontà di trattare direttamente con i partner europei, magari in sede di Consiglio, senza più doversi confrontare con i ‘diktat tecnocratici’ della Troika. Anche perché in Europa, la Grecia è convinta di trovare sponde politiche forti, come la Francia e magari l’Italia guidata da Matteo Renzi. Proprio la Francia si propone come “facilitatore del dialogo” fra la Grecia e gli altri Stati europei, in primis la Germania.

Varoufakis ha avuto anche un colloquio informale con il Commissario agli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici, inaugurando un nuovo confronto con la Commissione. Il compromesso potrebbe essere trovato con una dilazione del debito (secondo fonti elleniche, la Grecia proporrebbe una moratoria di 5 anni e l’eliminazione dell’obbligo di avanzo primario) in cambio dell’impegno a perseguire determinate riforme meno pesanti per la popolazione (lotta all’evasione fiscale e alla corruzione). Difficile che la Germania accetti. Difficile che l’elettorato greco si accontenti.

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L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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