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Austera e mediterranea: al via la presidenza greca dell’UE

Tra difficoltà finanziarie e scetticismo, la Grecia ha assunto la presidenza di turno dell’Unione Europea. Dopo le prime pagine nel pieno della crisi finanziaria, Atene avrà dunque occasione di tornare a far parlare di sé in Europa. Si spera in meglio. Pur ridimensionata dalla riforma dei trattati del 2009 la presidenza di turno del Consiglio dell’UE continua infatti a svolgere un ruolo rilevante nella vita delle istituzioni europee. Lo Stato che esercita la presidenza presiede le riunioni del Consiglio (tranne il Consiglio Affari Esteri) e si occupa dei negoziati inter-istituzionali e delle mediazioni intergovernative. Le possibilità di influenzare l’agenda europea sarebbero quindi significative. La capacità della Grecia di indirizzare la politica europea è però tutta da dimostrare.

Posta sotto sorveglianza della Troika, con un’economia al sesto anno di recessione, un tasso di disoccupazione oltre il 27% e il debito al 170% del PIL, Atene si presenta nelle condizioni peggiori per guidare la macchina intergovernativa dell’Unione. Il Primo Ministro Antonis Samaras guida un governo debole, impopolare e sostenuto da una risicata maggioranza: 153 parlamentari sui 300 che compongono il Parlamento Ellenico. Ogni votazione in aula, specie sulle misure di austerità, potrebbe provocarne la caduta.

Nel pieno del semestre greco si svolgeranno inoltre le elezioni europee. Samaras lo sa bene e lo sa anche il capo dell’opposizione, Alexis Tsipras, leader di Syriza e candidato del Partito della Sinistra Europea alla presidenza della Commissione. Affermandosi alle europee, Tsipras otterrebbe una doppia vittoria: rafforzare la sinistra al Parlamento Europeo e dare una spallata al governo. «Il messaggio che vogliamo mandare» ha detto Tsipras, «è che l’austerità può essere sconfitta, in Grecia e nel resto d’Europa». Anche Samaras gioca su due tavoli: da un lato dovrà dimostrare ai partner europei l’affidabilità del suo governo e del suo Paese; se vuole resistere all’onda d’urto dell’euroscetticismo di sinistra e di destra, specie di Alba Dorata, dovrà ottenere risultati tangibili ed evitare scivoloni.

Non sorprende dunque che, in un periodo di tagli alle spese sociali, il primo imperativo del governo sia stato quello di minimizzare i costi del semestre. La presidenza greca sarà austera: Atene spenderà appena 50 milioni di euro, i predecessori avevano speso tra i 60 e gli 80 milioni. Per limitare i costi, tutte le riunioni previste in Grecia si svolgeranno in un centro conferenze della capitale. Un funzionario è stato rimosso dall’incarico dopo aver pubblicato un bando di gara da 147.600 euro per l’acquisto di sciarpe e cravatte per la presidenza.

Dal punto di vista dell’agenda, il governo greco ha individuato quattro priorità. In primo luogo, promuovere crescita e occupazione, spingendo per il completamento del mercato unico con misure quali il Single Market Act I e II, specie negli aspetti legati alle infrastrutture digitali. Atene favorirà poi l’implementazione della Youth Initiative e cercherà di accelerare i negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Secondo, si lavorerà per il rafforzamento dell’Unione Economica e Monetaria, in primis dell’Unione Bancaria, cercando di ottenere l’approvazione del Parlamento al Meccanismo di Risoluzione Unica approvato dal Consiglio. Terzo, la Grecia riporterà all’attenzione il tema dell’immigrazione e della gestione delle frontiere, con l’obiettivo di ridurre l’immigrazione illegale, coordinare le politiche di rimpatrio e migliorare le opportunità di immigrare legalmente in Europa.

Richiamata anche nel logo – costato appena 12.500 euro a fronte delle cifre ben più alte spese dai predecessori e non a caso definito dal sito della presidenza «austero e conciso» – la quarta priorità è la tematica trasversale della politica marittima. Atene vuole sottolinearne gli aspetti legati a sicurezza, crescita ed energia e arrivare al Consiglio Europeo di giugno 2014 all’adozione di una Strategia Marittima Europea.

La Grecia manterrà la presidenza fino al prossimo giugno, quando passerà il testimone all’Italia. Sarà una presidenza austera, ma anche una presidenza mediterranea, realizzata anche in coordinazione con il governo italiano. Inizia la presidenza greca, in un momento particolarmente dedicato per il Paese e l’Unione. L’altro tema simbolico della presidenza, oltre al mare, è quello del viaggio: per il governo greco non sarà una crociera di piacere, per la Grecia e l’Europa non dovrà essere un’altra Odissea.

In foto, il ministro degli Esteri Evangelos Venizelos alla cerimonia di presentazione del logo della presidenza (© Greek Presidency of the EU Council – 2013) 

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L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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