venerdì , 14 dicembre 2018
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Stretta di mano tra Angela Merkel e Federica Mogherini © European Union 2015 - EC,Photo

Summit Balcani occidentali, immigrazione al centro

Il 27 agosto, in piena emergenza immigrazione, alcuni Paesi UE hanno sfruttato l’occasione del vertice dei Balcani occidentali, meeting periodico voluto dalla Germania e dall’Austria per dialogare con i Paesi balcanici che non fanno parte dell’UE, per discutere oltre che di economia e integrazione europea, anche e soprattutto delle politiche di accoglienza nel Vecchio continente.

Proprio la cancelliera tedesca Merkel, negli ultimi giorni alla ribalta mediatica per la scelta di derogare alla normativa di Dublino, ha fortemente voluto questo Vertice a cui hanno partecipato i protagonisti della recente crisi migratoria dell’Unione e dei Balcani. Oltre alla partecipazione di Austria e Germania quali promotori, si sono aggiunti la Francia e l’Italia e gli invitati balcanici Macedonia, Albania, Bosnia, Kosovo, Serbia e Montenegro.

Crescita debole e disoccupazione elevata

Nonostante l’immigrazione fosse il necessario punto centrale di discussione, i Paesi partecipanti sono riusciti anche a discutere delle questioni economiche per cui il consesso era stato originariamente convocato. Nella diversità economica, infatti, i Paesi balcanici sono uniti da piaghe comuni tra cui la debolissima crescita e la disoccupazione, cause della debolezza strutturale delle economie nazionali.

Mentre la situazione politica della regione resta dominata da controversie di diversa entità, dai problemi legati al riconoscimento del neonato Stato del Kosovo, alle storiche frizioni tra la Grecia e la Macedonia (con l’annosa disputa sul nome della seconda, rivendicato dalla prima per una propria regione), le economie dei Paesi balcanici continuano a patire la carenza d’investimenti e la scarsità  di risorse finanziarie causa dell’alto tasso di disoccupazione e del conseguente stato di malessere delle popolazioni.

Il quadro economico emerso dal Vertice, quindi, è che senza l’aiuto dell’Unione difficilmente questi Paesi riusciranno a riprendere la propria corsa verso la crescita economica e sociale.

 Immigrazione, un’emergenza europea

Com’era prevedibile però, considerata la situazione senza precedenti dell’immigrazione in Europa, il Vertice si è trasformato in un’anticipazione del Consiglio Affari interni dell’UE sull’immigrazione convocato per fine settembre a Bruxelles.

Mentre la Germania ufficializzava, il 25 agosto, una deroga ai vincoli del Regolamento di Dublino, la cui prima versione risale al 1990 e l’ultima al 2013, l’Ungheria ha ufficializzato in pieno Vertice di aver ultimato la costruzione del muro al confine con la Serbia che si ritiene sia la soluzione rispetto al “problema profughi” provenienti da Siria e Afghanistan.

Invece la Macedonia, protagonista in questi giorni di forti pressioni migratorie e politiche per via dei contrasti con la vicina Grecia (accusata di lasciar passare i migranti per non doversene far carico) e con gli altri Paesi poco inclini ad accogliere, per ragioni economiche, i richiedenti asilo, ha richiesto a gran voce un supporto europeo vista la straordinarietà di una crisi ingestibile per un Paese di dimensioni – economiche quanto geografiche – ridotte.

Il tragico bollettino agostano dell’immigrazione segna, quindi, l’ultima settimana del mese come decisiva non solo dal punto di vista del dialogo, ma anche per le notizie legate alle morti di numerosi migranti, che stanno scuotendo le coscienze dell’opinione pubblica. Proprio a Vienna la morte di circa 50 profughi in un camion che avrebbe dovuto portarli nella ricca Europa settentrionale e le notizie, tante, provenienti dai diversi fronti europei, con il Mediterraneo che riconsegna sulle rive greche brulicanti di vacanzieri i corpi di bambini senza vita e l’Ungheria sempre più xenofoba nella sua classe dirigente, hanno spinto i protagonisti del Vertice ad una riflessione profonda che, secondo il ministro degli esteri italiano Gentiloni “è stata utile a capire che l’emergenza è europea e non italiana o greca”.

Il Vertice è stato quindi un primo passo per avviare una discussione costruttiva in materia d’immigrazione, mentre in Siria si continua a combattere (e a fuggire) e nell’Europa dei diritti si attende che il dialogo porti a nuove, e più concrete, politiche di accoglienza.

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L' Autore - Francesco E. Celentano

Classe 89', dottorando di ricerca in diritto internazionale e dell'Unione europea presso l'Università di Bari. Mi occupo di disastri naturali e regioni polari dal punto di vista giuridico. Già tirocinante presso il Consolato statunitense a Napoli prima e presso l'Organizzazione marittima internazionale poi. Laureato in Giurisprudenza, ho scritto la mia tesi su Consiglio di sicurezza ONU e proliferazione nucleare nel corso di un periodo di ricerca presso l'Ufficio ONU di Ginevra. Appassionato, fin da piccolo, di geopolitica, mi sto specializzando nello studio delle relazioni esterne dell'Unione europea e dell'attività delle Nazioni Unite, con un'attenzione particolare all'area dell'Asia Pacifico. Orgogliosamente ex rappresentante degli studenti ed attuale segretario dell'Associazione dei laureati del mio Ateneo. Twitter: @cesco_cele

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