È stato di recente pubblicato l’Eurobarometro relativo all’opinione e alla conoscenza che i cittadini europei hanno sull’agricoltura europea e sulla politica agricola dell’Unione Europea. Il risultato che ne emerge è piuttosto soddisfacente per l’Unione Europea in generale, ma non troppo roseo per quanto riguarda l’Italia.
Per il 62% dei cittadini europei l’agricoltura e le aree rurali hanno un ruolo importante, in particolare la maggioranza ritiene che gli agricoltori europei hanno il compito indispensabile di fornire prodotti di qualità (42%), assicurare il benessere degli animali allevati (35%) e proteggere l’ambiente. In Italia la maggioranza degli intervistati ritiene la principale priorità la protezione dell’ambiente (36%), unico Paese europeo ad avere questo obiettivo come prima risposta.
La Politica Agricola Comune e gli europei
Quando si parla di Politica Agricola Comune, il 69% dei cittadini europei dichiara di esserne a conoscenza ,ma pochi ne conoscono i dettagli. Purtroppo in questo campo è l’Italia fanalino di coda: solo il 47% dice di sapere dell’esistenza della PAC, il 51% riconosce di non averne mai sentito parlare e solo il 5% dichiara di conoscerne i dettagli. Intervistati riguardo agli obiettivi della PAC, dunque, non sorprende se la risposta degli italiani al sondaggio è stata spesso “non so”, risposta ricorrente anche in altri Paesi come il Regno Unito. Nonostante ciò, il 65% degli europei e il 51% degli italiani affermano di non volere ricevere più informazioni riguardo alla PAC. In conclusione, comunque, la maggioranza degli europei (62%) così come degli italiani (68%) ritiene che la PAC vada a beneficio di tutti i cittadini e non solo degli agricoltori, ma va segnalato che tali percentuali sono in discesa.
Riguardo al budget della PAC, secondo il 40% dei cittadini UE questo andrebbe speso per garantire le scorte alimentari, per il 33% per assicurare una produzione sostenibile e per il 32% per aiutare gli agricoltori ad investire in beni che altrimenti risulterebbero troppo costosi; quest’ultimo obiettivo è invece per gli italiani la priorità.
I marchi di qualità UE
Altro punto toccato dal sondaggio è stato la conoscenza dei marchi di qualità UE. In generale, sei su dieci cittadini europei riconoscono almeno un marchio UE: il più conosciuto è quello per il commercio solidale (37%), seguito dai loghi per l’agricoltura biologica (23%) e per la denominazione di origine protetta (20%). Per quanto riguarda l’Italia, invece, solo cinque italiani su dieci riconoscono almeno un logo (52%), un dato persino in discesa rispetto agli anni scorsi. In Italia, i loghi più conosciuti sono la denominazione di origine protetta (32%) e l’indicazione geografica protetta (28%).
Come detto, quindi, l’Italia non ne esce bene, soprattutto se si pensa che la nuova PAC investirà nel Paese circa 37,5 miliardi di euro e che del settore agroalimentare l’Italia si fa un vanto. È necessario anche in questo frangente un buon lavoro di comunicazione da parte del governo e delle associazioni di categoria, affinché i cittadini italiani arrivino a riconoscere l’importanza della politica agricola europea, non solo per le cronache giornalistiche sulle proteste degli agricoltori a Bruxelles.
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