mercoledì , 21 febbraio 2018
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Corvetta russa in porto © wogo24220 - www.flickr.com, 2013

Russia e Cipro rinnovano il loro accordo militare

Alcune settimane fa l’agenzia Xinhua aveva riportato la notizia secondo cui il Presidente cipriota Nicos Anastasiades avrebbe confermato la disponibilità dell’isola mediterranea ad ospitare basi navali ed aeree russe ed avrebbe concretizzato l’offerta durante la prossima visita ufficiale a Mosca, prevista per il 25 febbraio. La notizia era stata preceduta anche dalle affermazioni dell’ambasciatore russo a Nicosia Stanislav Osadchiy, che aveva confermato l’intenzione del governo russo di acquisire alcune strutture militari sull’isola, pur non specificandone la natura. Questo accadeva mentre il rinnovamento dell’accordo di cooperazione militare tra Cipro e Russia continuava a far discutere le capitali europee.

L’accordo  militare fra Russia e Cipro

La notizia è stata tuttavia rettificata e potrebbe disinnescare le tensioni tra Nicosia e Bruxelles.  L’accordo di cooperazione militare tra i due Paesi non dovrebbe infatti prevedere la creazione di nuove basi militari russe sul territorio cipriota, bensì un potenziamento delle condizioni di cooperazione attualmente in vigore. L’accordo dovrebbe interessare la manutenzione di equipaggiamento militare di fabbricazione russa e la possibilità per la Russia di utilizzare il porto di Pafos, situato sulla costa sud-occidentale dell’isola, per operazioni di rifornimento, assistenza tecnica ed evacuazione di emergenza di cittadini russi in Medio Oriente.

Si tratterebbe di un forte ridimensionamento delle informazioni circolate nei giorni scorsi, secondo cui il porto di Limisso (Limassol), la base aerea Andreas Papandreou e l’aeroporto internazionale di Pafos sarebbero potuti essere stati utilizzati permanentemente dalla marina e dall’aviazione russe. Tra Mosca e Nicosia esiste già un accordo di cooperazione, in base al quale la Russia può però solo disporre della base aerea di Limisso per operazioni di rifornimento e dell’aeroporto di Pafos per scopi umanitari.

Le perplessità del Regno Unito

L’accordo non è comunque esente da critiche, provenienti innanzitutto dal Regno Unito. Ric Todd, Alto Commissario del Regno Unito presso Cipro, si è espresso in maniera sfavorevole all’accordo, sostenendo che la posizione di Nicosia nei confronti di Mosca non debba discostarsi da quella di Bruxelles e delle altre capitali europee. Cipro è una ex colonia britannica e ad oggi è membro del Commonwealth delle Nazioni.

Londra e Nicosia godono di ottime relazioni diplomatiche, adombrate solo dalla questione della sovranità di Akrotiri e Dhekelia, territori d’oltremare sotto la corona britannica che ospitano due basi militari e circa ottomila cittadini d’oltremanica. Proprio da Akrotiri scaturisce in parte la preoccupazione di Londra e dell’Alleanza Atlantica, dato che la base della Royal Air Force si trova a poche decine di chilometri da Limisso, e ricopre un importante ruolo come centro di sorveglianza elettronica nel Mediterraneo.

Cipro fra NATO, UE e Russia

Cipro non è tuttavia membro della NATO e storicamente gode di ottime relazioni economiche con la Federazione Russa, seppur non sempre cristalline. Secondo alcune fonti giornalistiche infatti, i trasferimenti di capitale dalla Russia a Cipro negli ultimi vent’anni ammontano a circa 30 milardi di dollari e addirittura, durante la crisi finanziaria, Nicosia aveva preso in considerazione l’opzione di negoziare il bailout con Mosca. Proprio per questo solido legame, Cipro è uno dei Paesi UE più reticenti all’imposizione di sanzioni contro Mosca: di recente Anastasiades ha confermato che Cipro non è d’accordo con nuove misure restrittive e di voler “evitare un ulteriore deterioramento delle relazioni tra la Russia e l’Unione Europea.

Le già complicate relazioni tra Cipro, NATO e Unione Europea si arrichiscono dunque di un nuovo tassello.  Nicosia non può partecipare ai meccanismi della Dichiarazione sulla Politica di Sicurezza e Difesa Europea tra NATO ed UE, tenuta in scacco dal veto turco. Inoltre, Cipro è divenuta membro dell’UE senza che il problema della divisione dell’isola fosse risolto, cadendo in uno stallo che ha in parte alienato l’opinione pubblica dell’isola. La crisi finanziaria ha infine reso ulteriormente invisa l’UE alla popolazione greco-cipriota. Continuando a favorire flussi finanziari verso Nicosia e sostenendola diplomaticamente di fronte alla Turchia in merito all’esplorazione delle risorse energetiche nelle acque territoriali, l’accordo potrebbe dunque permettere a Mosca di fare di Cipro un cavallo di Troia in seno all’UE.

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

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