martedì , 20 novembre 2018
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Photo @ Arturo J. Paniagua, 2005, www.flickr.com

Spagna: altro no a Rajoy. Verso nuove elezioni?

Ennesima consultazione inconcludente per il Primo ministro spagnolo ad interim Mariano Rajoy. Dopo le elezioni dello scorso 26 giugno il leader del Partito Popolare (Pp) si trova a vivere l’ennesimo stallo, causato dalla mancanza di una maggioranza assoluta tra i seggi del Parlamento. Una condizione che potrebbe sfociare nella terza tornata elettorale a distanza di pochi mesi.

Nuove elezioni ennesimo stallo

È da ormai otto mesi che la Spagna non vede l’insediamento di un governo con pieni poteri. Un’impasse difficile da superare, ancora una volta per via del voto frammentato del popolo e per l’incapacità dei partiti di trovare un accordo sulla nomina del nuovo esecutivo. Lo stallo è cominciato nel dicembre 2015, quando a seguito del voto nessun partito aveva raggiunto la maggioranza assoluta.

Con circa il 29% dei consensi l’ex premier Rajoy era uscito comunque vincitore e per questo incaricato di costituire il nuovo governo. Avendo però fallito nel tentativo di assicurarsi una maggioranza stabile in Parlamento, lo “scettro” era passato al Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe) di Pedro Sanchez, ma anche lui aveva fallito nell’intento. Ecco quindi la decisione di Felipe VI di indire nuove elezioni.

Il risultato uscito dalle urne di giugno non si era discostato molto da quello delle elezioni precedenti. Il Partito Popolare di Rajoy si era rafforzato rispetto al primo voto ottenendo il 33% dei consensi, i Socialisti (Psoe) di Pedro Sánchez erano arrivati al 22,8%, Podemos (Psoe) di Pablo Iglesias aveva un po’ deluso le aspettative ottenendo il 21,1% e infine il Partito della Cittadinanza di Albert Rivera era invece sceso al 12,9%.

Nuove elezioni?
Le nuove elezioni non hanno però sbloccato lo stallo. La Spagna, a distanza di più di due mesi dall’ultima elezione, rimane infatti ancora priva di governo. Il Congresso dei deputati per soli sei voti ha nuovamente negato la fiducia a Rajoy. Venerdì si terrà l’ennesima seduta convocata da Ana Pastor, presidentessa del Congresso, nella quale il leader dei popolari potrà cercare di ottenere una maggioranza semplice.

Nulla fa però sperare in una risoluzione in tempi brevi. Per alcuni l’unica via d’uscita da questo impasse sarebbe un nuovo ritorno alle urne che potrebbe essere deciso da re Felipe VI qualora entro due mesi non si dovesse trovare una maggioranza a sostegno del governo.

Economia a sorpresa

Nel frattempo il Paese si trova a vivere un momento particolarmente roseo per l’economia interna. I dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statisti registrano un calo al 20% della disoccupazione tra aprile e giugno (nel 2013 la disoccupazione raggiunse il picco del 26,94%). Si tratta del livello più basso mai toccato dallo scoppio della lunga recessione vissuta a partire dal 2010 dal Paese iberico.

L’aumento dell’occupazione è da molti attribuita principalmente al turismo che quest’anno registra un trend positivo, dovuto alla scelta di molti viaggiatori intimoriti dal terrorismo di non raggiungere mete internazionali. Inoltre la crescita del PIL spagnolo ha segnato un +0,8% nell’ultimo trimestre, un ritmo tenuto da quattro trimestri consecutivi e che porterà il Paese a crescere presumibilmente per un totale del 3,2%.

Molti attribuiscono i dati positivi proprio all’assenza di un governo al pieno dei suoi poteri. In realtà alcuni dimenticano che la ripresa imboccata dal Paese è più probabilmente il frutto di un lungo processo messo in piedi dal governo degli ultimi anni, che forse sta iniziando a portare i suoi frutti. Il rischio però è che l’instabilità politica iniziata a dicembre sfoci in una nuova crisi , con risvolti sia istituzionali che finanziari.

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L' Autore - Jennifer Murphy

Studentessa trentina laureata in Studi Internazionali e prossimamente in Gestione del territorio e dell’ambiente presso l’Università degli Studi di Trento. La mia tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori della mia Regione mi ha ulteriormente avvicinata all’UE e al modo attraverso il quale raccontarla. Mi piace osservare il mondo per capirlo ed interpretarlo al meglio.

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