domenica , 21 ottobre 2018
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Photo © SPD Schleswig-Holstein, 2018, www.flickr.com

Spagna: il dopo Rajoy e la rinascita del PSOE

Lo scorso primo giugno, in Spagna, è stata approvata una mozione di sfiducia nei confronti del governo spagnolo guidato da Mariano Rajoy. I voti a favore sono stati 180, 169 i contrari ed uno l’astenuto. Ai socialisti del PSOE si sono aggiunti Podemos e Izquierda unida, i separatisti catalani di PDecat e ERC, il basco PNV e altri partiti regionali minori. A colpire l’opinione pubblica sono le modalità con cui si è arrivati a questa crisi e l’inaspettato effetto domino che ha portato nuovamente alla ribalta il leader socialista Sánchez.

Le vicende giudiziarie

Lo scorso 24 maggio la sentenza del caso “Gürtel” ha visto la condanna di 29 imputati tra cui alcuni esponenti del PP. Durante questo processo, per la prima volta nella storia spagnola, il primo ministro in carica è stato convocato in qualità di testimone. Le condanne hanno riguardato diversi tipi di reati tra cui corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale, rivelando una vasta rete di attività criminali legate per lo più a finanziamenti illegali al partito di Rajoy.

L’implosione del partito popolare seguita alla mozione di sfiducia ha, quasi per contrappasso, rafforzato la leadership del segretario del partito socialista (PSOE) Sánchez. Appaiono ormai lontane le elezioni del dicembre 2015, quando il PSOE guidato proprio da Sánchez ottenne il peggior risultato della sua storia.

L’alternativa Sánchez

Ostinatamente contrario al supporto esterno ad un governo guidato dal Partito Popolare, Sanchez era giunto a dimettersi da segretario ed a lasciare il suo seggio parlamentare. Non ha mai abbandonato però il suo partito, riuscendo ad affermarsi come segretario nelle votazioni interne del 2017. A premiarlo è stato proprio quell’antagonismo nei confronti di Rajoy ed a quanti nel suo partito sostenevano una linea favorevole alla nascita di un governo guidato dal Partito Popolare.

Il recente scandalo Gürtel ha rafforzato il ruolo di Sánchez e del suo governo come rassicurante alternativa ad una politica corrotta e stantia. Gli ultimi sondaggi mostrano un recupero in quell’area di sinistra in cui fino ad ora Podemos era riuscita sfondare. La leadership di Pablo Iglesias, tra i fondatori di Podemos, è in crisi, in seguito ad alcuni investimenti immobiliari poco graditi dalla base del partito. Il dato più sorprendente è però il crollo di Ciudadanos, la formazione di centro-destra di Albert Rivera che i sondaggi degli ultimi mesi davano nettamente in testa: ora avrebbe solo il 21 per cento dei suffragi, quindi 70 deputati.

Politica e Catalogna

Il vero banco di prova per il nuovo governo socialista sembra però essere la questione catalana. Durante la crisi separatista dello scorso ottobre, Sánchez ha appoggiato il Primo ministro spagnolo Mariano Rajoy nell’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola. Nei fatti ciò ha portato al commissariamento della Catalogna ed alla destituzione del presidente Puigdemont.

La posizione del segretario socialista sembra essersi recentemente ammorbidita. Durante il dibattito che ha portato alla sfiducia per il governo a guida Rajoy, Sanchez ha dichiarato di voler dialogare con Quim Torra, successore di Puidgemont. Come prima iniziativa, il neonato governo a guida socialista ha revocato il commissariamento delle finanze della Catalogna. Un gesto di buona volontà come «segnale di normalizzazione politica del paese», come è stato definito dalla portavoce dell’esecutivo Isabel Celáa, al termine del primo consiglio dei ministri presieduto da Sanchez. Il governo catalano torna così ad avere autonomia finanziaria. Tuttavia, continuerà ad essere soggetto ai controlli a posteriori sulla spesa cui sono sottoposte tutte le regioni, per assicurare che rientri nei limiti di deficit fissati dalla legge di stabilità di bilancio e di sostenibilità finanziaria.

Qualora quest’apertura dovesse rivelarsi in grado di ridurre le tensioni e di riportare la crisi separatista nei limiti di un confronto politico all’interno delle istituzioni, il gradimento nei confronti del leader socialista ne trarrebbe notevole beneficio. Con un’economia in netta ripresa ed un governo fortemente improntato all’europeismo ed attento alla diversità, il gradimento nei confronti del nuovo primo ministro potrebbe far definitivamente risorgere il PSOE nelle prossime elezioni.

Sembra ancora prematuro parlare di una rinascita del PSOE in Spagna. Non mancano gli interrogativi e le sfide per un governo privo di maggioranza. Le vicende spagnole rappresentano però, senza dubbio, uno spunto interessante per tutti quei partiti della sinistra europea in cerca d’identità dopo gli anni della crisi economica.

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L' Autore - Daniele Di Cara

Viaggiatore incallito e curioso mi piace vivere il mondo e raccontarlo. Ho esperienze nel settore della cooperazione europea in campo giovanile. In passato ho servito in Ecuador come United Nations Volunteer per l'UNDP e in Bulgaria all'interno del programma europeo SVE. Mi sto specializzando nelle relazioni internazionali dell'Asia orientale.

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