domenica , 23 settembre 2018
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Nell'immagine un'esercitazione con lituani e statunitensi, Photo © 7th Army Joint Multinational Training Command, 2014, www.flickr.com

Lituania: si torna alla leva obbligatoria

Lo spettro dell’ingerenza russa torna di nuovo a far paura in Lituania. “È una delle pagine più buie nella nostra storia che ritorna alla memoria, di pari passo con il revanscismo di Mosca”, queste le parole del primo ministro Algirdas Butkevičius. La crisi ucraina e l’annessione della Crimea da parte della Russia hanno gettato nel panico la Repubblica baltica, tanto da indurla a reintrodurre il reclutamento obbligatorio, richiamando giovani tra i 19 e 26 anni.

Più sicurezza, la Lituania ha paura.

La decisione annunciata a febbraio a seguito di un incontro tra il primo ministro e il Consiglio di Difesa prevede la reintroduzione della leva obbligatoria, abrogata nel 2008. Attualmente l’esercito lituano è composto da soli 8 mila uomini e 4.500 riservisti, ma con il reclutamento di ulteriori 3.500 giovani vorrebbe rafforzare il suo dispositivo di sicurezza. Il piano di difesa ideato dal primo ministro prevede anche la distribuzione, in tutte le scuole, di un manuale sulle norme di comportamento da attuare in caso di invasione.

Il timore di possibili pressioni sulla Lituania da parte della Russia è stato avvertito anche dal Ministro della Difesa inglese Michael Fallon che teme un’aggressione verso i Paesi baltici membri della Nato, i quali hanno una posizione strategica sia per Mosca che per l’Alleanza Atlantica. Lo scorso febbraio la Nato ha inviato come misura di rassicurazione più di 200 soldati tedeschi ad esercitarsi in modo congiunto con l’esercito lituano. Sono state dispiegate anche attrezzature militari, veicoli blindati e da trasporto, finalizzati a potenziare il dispositivo.

Gli accordi internazionali

Inoltre lo scorso settembre la Lituania ha firmato un accordo per una cooperazione militare più attiva nella regione (Lithuanian-Polish-Ukrainian Brigade), un progetto in cantiere da anni, realizzato però solo dopo il peggioramento della crisi tra Mosca e Kiev.

Nonostante la Lituania sia sotto l’ombrello della Nato non mancano le “minacce” da parte della Russia, l’ultima a maggio, quando una nave russa è entrata nelle acque territoriali del Paese. L’ambasciatore russo a Vilnius, convocato dal governo lituano subito dopo l’accaduto, ha motivato lo sconfinamento con la necessità di allontanare una nave svedese. L’episodio si è ripetuto per quattro volte a partire da marzo, ed è stato definito dal governo lituano e da quello svedese come un comportamento inaccettabile da parte della Russia.

Un’ingombrante vicino

I rischi del confine marittimo non sono gli unici per la Lituania: la Russia ha avviato di recente alcune esercitazioni a Kaliningrad, enclave russa confinante con Polonia e Lituania. L’Unione Europea ha espresso una particolare preoccupazione per la situazione della Lituania, specialmente dopo l’entrata di quest’ultima nella zona euro a partire dal gennaio 2015. La Lituania infatti, già dopo la dichiarazione d’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991, aveva avviato un processo di integrazione europea, iniziato nel 1995 con la ratifica dell’Accordo d’Associazione.

L’ingresso nel mercato unico ha permesso alla Lituania di avere altri partner commerciali oltre alla Russia e ampliare le esportazioni e il commercio internazionale, permettendo al Paese di avviare un’economia dinamica e competitiva. Ora però sembrano tornare gli incubi del secolo scorso. La decisione di uno dei propri Paesi membri di reintrodurre la leva obbligatoria dovrebbe essere per l’Unione Europea un elemento da non sottovalutare. È il momento di ridare slancio all’integrazione anche in tema di Difesa?

L' Autore - Gaia Santori

Laureata in giurisprudenza presso l'università di Roma tre nel Maggio 2013, ho vinto una borsa di studio Erasmus per l'intero anno accademico 2010/2011 presso l'Univerità di Santiago de Compostela. Dall 'Agosto 2013 fino ad ottobre dello stesso anno ho frequentato un corso di perfezionamento dell'inglese giuridico ed economico a Boston. Le mie passioni sono il diritto internazionale,il diritto privato comparato e la geopolitica. Orgogliosa di far parte della redazione di Europae.

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