giovedì , 13 dicembre 2018
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Photo © Matt Harasymczuk, 2017, www.flickr.com

Istruzione: verso l’European Higher Education Area 2025

Nelle settimane scorse Bruxelles ha ospitato il primo Summit europeo dedicato all’istruzione. L’evento, tenutosi il 25 gennaio 2018, ha riacceso i riflettori sull’importanza strategica dell’educazione per lo sviluppo del mercato unico UE, indirizzando l’attenzione dei diversi stakeholder verso la creazione di una nuova European Higher Education Area per il 2025. L’individuazione di particolari settori di intervento, considerati prioritari per le politiche da implementare nei prossimi anni anche nella Nuova Agenda per l’Higher Education, richiama quanto definito dalla Commissione UE a margine dell’incontro di Göteborg del novembre 2017.

Rafforzare l’identità europea grazie all’istruzione e alla cultura

In quell’occasione la Commissione aveva elaborato una strategia politica di rafforzamento dell’identità europea tramite l’istruzione e la cultura. Tenendo conto del principio di sussidiarietà e della natura nazionale delle competenze in materia di istruzione e cultura, l’obiettivo principale del documento è stato quello di rimarcare la necessità di rinnovare le politiche educative nel quadro europeo delle strategie per la gestione della globalizzazione del prossimo decennio.

La parziale ridefinizione degli obiettivi europei per l’istruzione, tenuto conto dei mutamenti imposti dall’economia globale, vuole essere una guida e un supporto alla cooperazione e all’integrazione tra sistemi e interventi nazionali. Questo spirito innovatore, particolarmente vivace nel corso del Summit, richiama i principi ispiratori del Processo di Bologna, inteso quale bussola per valutare quale politiche migliorare.

Il Processo di Bologna

Il movimento europeo per la definizione di un quadro comune per l’istruzione trova le proprie radici nel c.d. Processo di Bologna, ossia il movimento di armonizzazione dei sistemi educativi che ha preso vita sul finire degli anni ’90. L’obiettivo principale di questo imponente processo di rinnovamento, arrivato oggi a coinvolgere 47 Paesi, è stato quello di creare uno spazio europeo dell’istruzione con comuni elementi di base al fine di garantire comparabilità tra i sistemi educativi nazionali. Tra questi:

  1. definire una comune architettura dei percorsi universitari, adottando un sistema di tre cicli di studio (laurea triennale, magistrale e dottorato) al fine di aumentare la competitività del capitale umano, garantendo un crescente grado di specializzazione, e una comparabilità dei titoli rilasciati;
  2. incentivare i percorsi di mobilità internazionale e, di conseguenza, la procedura per il riconoscimento delle carriere. Su questo punto fondamentale è stata l’introduzione del sistema ECTS: un meccanismo di accumulo di crediti, comune a tutti i Paesi aderenti, utile per la comparazione tra le diverse attività didattiche proposte;
  3. creare e implementare una cultura della qualità in una logica student-centred learning, con l’introduzione di un sistema europeo di assicurazione della qualità per la didattica che, tramite un meccanismo di valutazione tra obiettivi attesi e risultati ottenuti, vede lo studente, e le sue esigenze, al centro di ogni riflessione.

Lo Spazio Europeo per l’Educazione Superiore 2025

Le attuali riflessioni politiche vogliono implementare ulteriormente gli ottimi risultati ottenuti dal Processo di Bologna. La nuova versione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore, in accordo con una visione student-centred learning, dovrà realizzarsi tramite la ridefinizione delle competenze tecniche e trasversali che devono accompagnare i percorsi didattici e la necessità di attuare una serie di misure per garantire un’educazione più inclusiva.

L’idea emersa è quella di migliorare il sistema educativo europeo, superando ulteriormente i confini nazionali in modo che, entro il 2025, l’istruzione in Europa venga intesa come un’opportunità continua di studiare, insegnare e fare ricerca anche in più Paesi membri. Un insieme di interventi, quindi, che non può essere concepito senza un sensibile e ponderato aumento dei finanziamenti a disposizione, primo fra tutti quello per le key action di Erasmus+.

Non solo, per favorire il ruolo rilevante della mobilità internazionale, diverse azioni dovranno essere poste in essere nel breve periodo, come un incentivo continuo per l’apprendimento delle lingue comunitarie e un’ulteriore semplificazione delle procedure di riconoscimento dei titoli. Permangono, tuttavia, ostacoli di ordine amministrativo a causa della già richiamata competenza nazionale in materia. Ad esempio, ci sono normative nazionali che non hanno recepito in toto le indicazioni di Bologna e, in generale, rigidità più diffuse che accompagnano alcune amministrazioni europee.

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L' Autore - Gianluca Zucconelli

Laureato a pieni voti in Diritto dell'Economia (Università degli Studi di Padova) e in Giurisprudenza (Università degli Studi di Ferrara), sono dottore di ricerca in Diritto dell'Unione Europea (Università degli Studi di Ferrara, 2015). Dopo un semestre Erasmus all'Université Reims Champagne-Ardenne (Francia) e ad un'esperienza come intern presso la Commissione Giuridica del Parlamento Europeo, mi sono appassionato alle interazioni tra Europa e Stati membri in materia di istruzione, proprietà intellettuale e privacy.

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One comment

  1. Se mi permetti Alessandra spezzo una lancia in favore della community, avete fatto sempre un signor lavorone egregio, non solo adesso con mag ora vi state solo superando con la scusa del rinnovo 🙂 le novità le ho viste tutte e mi piacciano Per il club del 27 ok dimmi dove devo firmare e da quando posso cominciare con voi? ma sopratutto dove leggo le istruzioni per l”uso 🙂 Se devo disegnare qualcosa, mi sa che sono già fuori da tutto prima ancora di aver capito cosa fare due cose non dovresti mai chiedermi: di cantare e di disegnare, con queste 2 nobili arti ho litigato sin da piccola 🙂 Scrivo alla redazione ed aspetto, grazie come sempre

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