martedì , 20 novembre 2018
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Slovacchia
La cerimonia di apertura del semestre di presidenza slovacco @ Council of the European Union, 2016

La presidenza dell’UE passa alla Slovacchia

di Nicandro Rosni

Il 1 luglio 2016 è iniziato il semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea della Slovacchia. Per il piccolo Stato dell’Europa centro-orientale, che conta poco più di 5 milioni di abitanti, si tratta della prima volta sin dalla sua adesione all’Unione avvenuta nel 2004. Nel corso dei prossimi sei mesi dunque, si occuperà di portare avanti i lavori del Consiglio, garantendo continuità all’Agenda dell’UE, nonché il corretto svolgimento dei processi legislativi e la cooperazione tra gli Stati membri.

La presidenza alla Slovacchia

La presidenza slovacca cade in un momento storico particolare, contraddistinto dall’esito negativo del referendum del Regno Unito. Il Ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcàk ha dichiarato che “il contesto attuale è davvero molto turbolento”, aggiungendo che “l’UE deve occuparsi dei risultati del referendum britannico, ma anche del fatto che l’idea stessa di Europa sta perdendo sempre più popolarità tra i cittadini UE”.

La crisi dei rifugiati e dei migranti ha messo a dura prova le abilità di gestione dei confini esterni, come anche il mantenimento dell’integrità dell’area Schengen. Gli attacchi terroristici hanno poi evidenziato ancora enormi lacune nel campo della cooperazione e della sicurezza interna. Le conseguenze ancora attuali della crisi economica e finanziaria e l’insicurezza globale dei mercati contribuiscono, infine, ad una ripresa economica ancora troppo lenta e ad un alto livello di disoccupazione.

Il programma e le priorità

Il programma della presidenza slovacca sembra tenere conto di tutte queste difficoltà, e mira dunque a produrre risultati tangibili per i cittadini in quattro aree prioritarie:

  • un’Europa economicamente più forte;
  • la modernizzazione del Mercato Unico;
  • politiche per una gestione sostenibile delle migrazioni e dell’asilo;
  • un’Europa più attiva e presente nel mondo.

L’economia europea ha bisogno di investimenti significativi, in grado di supportare una crescita economica sostenibile e la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro. La presidenza slovacca mira in questo senso a perseguire riforme strutturali, come ad esempio la costruzione di un Mercato Unico dei Capitali, nonché il completamento dell’Unione Economica e Monetaria, in modo da creare un ambiente appropriato e favorevole per gli investimenti.

Il Mercato Unico è sicuramente una delle più grandi conquiste dell’Unione Europea. La visione della presidenza slovacca prevede di implementarlo al fine di renderlo più moderno. In tal senso, l’Unione Energetica ed il Mercato Unico Digitale hanno il potenziale unico di rimuovere barriere e creare nuove opportunità per imprese e cittadini.

L’emergenza migratoria e le relazioni esterne

L’attuale crisi dei flussi migratori sta mettendo sotto enorme pressione i confini esterni dell’UE, come anche i sistemi di asilo dei singoli Stati membri. Al fine di ristabilire un funzionamento completo dell’area Schengen, la presidenza slovacca ritiene di particolare importanza la protezione dei confini esterni e la cooperazione con i Paesi terzi. L’uso di tecnologie moderne ed una più stretta cooperazione tra gli Stati membri possono poi rendere l’Unione più forte rispetto alle minacce alla sicurezza.

La Slovacchia ritiene infine che un potenziamento delle relazioni esterne possa rinforzare il ruolo dell’UE nel mondo. Bisogna dunque mirare a forti collegamenti commerciali con le maggiori economie mondiali, ma anche promuovere stabilità, prosperità e democrazia nei Paesi vicini. Il Primo Ministro Robert Fico ha dichiarato: “Dobbiamo sempre tenere in mente il conflitto in Ucraina. L’Unione Europea dovrebbe cercare una soluzione diplomatica delle crisi prolungate e dei conflitti nella regione”.

Questi temi sono considerati prioritari, e sono guidati da tre principi interconnessi tra loro. Innanzitutto il raggiungimento di risultati tangibili, in secondo luogo il superamento della frammentazione, in quanto l’Unione ha bisogno di fare ancora progressi per l’abbattimento di quelle barriere che ancora esistono fra gli Stati membri, ed infine focalizzare l’attenzione sui bisogni del cittadino.  Le ambizioni di questo piccolo Stato situato nel cuore dell’Europa sono molto alte per i prossimi sei mesi. La presidenza slovacca è sicura che facendo progressi nelle suddette aree prioritarie si possa riuscire a ristabilire anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee. Per la Slovacchia si tratta dunque di un’opportunità unica per contribuire, più di quanto non abbia mai fatto nella sua storia, al funzionamento dell’Unione Europea.

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L' Autore - Redazione Europae

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